Petizione anti-Tirrenia verso le 50mila firme

L'iniziativa lanciata da Mauro Pili contro la convenzione con lo Stato

Redazione Web
Petizione anti-Tirrenia verso le 50mila firme

Viaggia verso il record delle 50 mila firme raccolte la petizione – ormai sempre più simile a una mobilitazione – promossa da Mauro Pili contro lo scandalo della convenzione tra lo Stato e la Tirrenia. Sulla piattaforma Change.org sono ad oggi 44.500 le firme di chi sostiene la revoca immediata della convenzione, per una lunga serie di ragioni, prima fra tute che “la Tirrenia applica costi dei biglietti da e per la Sardegna che hanno raggiunto livelli scandalosi che rendono l'isola sempre più inaccessibile a residenti, turisti, operatori economici; un nucleo familiare, due adulti e due bambini, nella tratta Genova - Olbia, andata e ritorno sono costretti a pagare oltre 1000 euro”.

In effetti, l’ex governatore della Sardegna ed oggi capo del movimento indipendentista “Unidos” rileva una serie di gravi problemi insorti negli anni attorno alla convenzione, convenientissima per l’armatore, che fu concessa dallo Stato per disfarsi di un’azienda che era chiamata l’”Alitalia del mare” proprio per le condizioni pessime in cui versava. Condizioni che però, a dispetto dei ben 90 milioni di euro all’anno che sta incassanda da sei anni, il gruppo Moby è accusato di non aver minimamente migliorato, anzi: “Le navi della Tirrenia sono vetuste, hanno oltre 40 anni alcune impegnate nelle rotte da e per la Sardegna; sono numerosi i black out che si sono verificati a bordo delle navi in piena navigazione costituendo un vero e proprio pericolo per il trasporto di passeggeri e non solo”, enumera le petizione Siri: “la Tirrenia riceve indebitamente contributi dello Stato per 73 milioni di euro senza alcuna verifica del servizio e senza alcuna giustificazione, considerato che tale contributo non svolge alcuna funzione calmieratrice del mercato, semmai l'esatto contrario; il gruppo Tirrenia-Moby guadagna a piene mani con biglietti alle stelle sulle rotte da e per la Sardegna, non solo incassa 73 milioni di euro all’anno, ma a tutto questo si aggiunge che il gruppo Onorato non sta pagando nemmeno allo Stato le rate d’acquisto di Tirrenia; la Moby, proprietaria di Tirrenia, non sta pagando nemmeno le rate dell’acquisto della compagnia statale di navigazione, come emerge dalla relazione divulgata dalla più grande agenzia di rating Moody's che ha declassato pesantemente Moby e le sue collegate; il governo precedente ha  consentito ad Onorato di non pagare le rate d’acquisto della Tirrenia con il differimento del pagamento di 180 milioni di euro ancora in sospeso per l’acquisto di Tirrenia”.

Inoltre, Moby avrebbe dovuto pagare 180 milioni di euro e non ne ha versato ancora allo Stato nemmeno uno, adducendo una serie di giustificazioni oggetto di contenzioso. Infine “l'Autorità per la concorrenza ha stabilito a marzo che Moby aveva abusato della sua posizione dominante nel trasporto di merci su tre rotte tra l'Italia continentale e la Sardegna, e successivamente ha imposto una multa di 29 milioni di euro; nella decisione dell'Antitrust emergono comportamenti che contrastano totalmente con l'interesse pubblico e violano i principi elementari della concorrenza”.

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