Alis, Grimaldi: 4.600 delegati in due giorni. Così progredisce la logistica

Si conclude la due giorni dedicata al trasporto e all'intermodalità

Sergio Luciano
Grimaldi: «L' Alis sa che l'economia con la logistica può decollare»

Procede spedita l'agenda di Alis che si è impegnata a ridurre di oltre il 50% le emissioni e che ha chiamato a raccolta a Sorrento gli "stati generali" dei trasporti 

Grimaldi: “Una due giorni che fa progredire la logistica”
 
“Nel nostro programma, che è un programma di politica industriale, abbiamo dei punti chiari su cui stiamo lavorando: innanzitutto non rovinare quello che c'è”, dice Guido Grimaldi, presidente dell’Alis, nell’ultimo panel della seconda mattinata di lavori della “due giorni” dell’Associazione per la logistica intermodale sostenibile a Sorrento: “Nell'ultimo periodo il registro internazionale ha subito un attacco frontale e ora rischia di essere intaccato, questo sarebbe un grande danno per il sistema Paese, dobbiamo fare ogni sforzo per evitarlo, nell’interesse dell’economia e dell’occupazione italiane. Un altro punto prioritario per noi è la decarbonizzazione, un’esigenza molto sentita dai presidenti dei porti.  E poi è necessaria una maggiore integrazione tra tutti gli attori del sistema”. “Un anno e mezzo fa - continua  mi resi conto dela necessità di mettere in rete e a sistema porti e interporti. In tal senso la presenza dei porti all'interno della nostra associazione è preziosissima per risolvere tante questioni. E sono orgoglioso che tanti presidenti di porti, anche stranieri, abbiamo aderito ad Alis perché hanno riconosciuto la valenza del nostro progetto".

"Abbiamo fatto in due giorni un lavoro importante”, prosegue il presidente di Alis: “Abbiamo avuto 4600 delegati in due giorni. Un evento come questo aiuta e aiuterà a fare sistema e a portare avanti le politiche in cui crediamo. Ringrazio i relatori che sono venuti da tutta Europa e hanno fatto un lavoro eccellente. Sono nate ottime idee per i nostri associati. Si tratta di numeri reali che danno la giusta dignità a un settore che non ha goduto in passato del giusto rispetto e della giusta forza. Abbiamo una grande opportunità, mettere a sistema la grande galassia del trasporto per far capire tutte le necessità, e tutte le opportunità, che questo settore offre al Paese. La prima volta che mi sono presentato agli interporti c'era ancora un po' di scetticismo. Cercavamo di capire il perché. Il perché è semplice: solo facendo sistema si possono far crescere insieme gli interessi privati e pubblici".
 
 
 
Salerno: “Dal 4.0 grande ricadute per la logistica”
 
"Ci sono cambiamenti in atto come quello di Industria 4.0, che ci permetteranno di gestire meglio il nostro lavoro”, dice dal palco dell’Alis Ugo Salerno, Presidente di RINA S.p.A, parlando dell'impatto della rivoluzione 4.0. “Già oggi abbiamo i cloud che possono contenere enormi quantità dati. La logistica può essere uno dei settori che maggiormente possono essere interessati dalle innovazioni sulle informazioni. La possibilità di lavorare con sistemi di intelligenza artificiale da un lato e con sistemi di sicurezza dall'altro apre prospettive enormi per il nostro settore". Salerno parla anche dell'utilizzo dei droni e conclude ponendo l'attenzione sui risvolti più negativi. "Si aprono per noi grandi possibilità ma anche  alcuni pericoli sul fronte della sicurezza. Anche e per questo occorre lavorare molto sulla cyber security e già lo stiamo facendo".


 
Signorini: “Lavorare in sinergia, metodo fondamentale”
 
Paolo Emilio Signorini, presidente dell’AdsP MAre di Sicilia Occidentale, parla del modello di gestione dei porti e afferma con forza che "la sinergia è fondamentale ma non ce la facciamo solo col metodo Alis, dobbiamo integrare questo lavoro con una visione strategica industriale della logistica e della portualità. L'Italia non può continuare a non porsi il tema per cui tanti grandi paesi hanno un solo grande porto o due al massimo e noi ne abbiamo diversi". Da qui l'auspicio che al di là degli investimenti ci sia "coesione tra governo, autorità portuale e gli altri soggetti istituzionali affinché si punti su due o tre porti". E’ necessario farlo "se vogliamo aggredire il discorso della via della seta, un’altra sfida fondamentale al nostro orizzonte".
 
 
Annunziata: “Con Alis perché è il momento del confronto”

Andrea Annunziata, presidente AdsP Mare di Sicilia Orientale, parla delle difficoltà del Sud. "Abbiamo aderito subito ad Alis perché questo è il momento del confronto. Questa due giorni ci ha dimostrato ancora una volta come l'Italia sia divisa in due. Il fatto che nove volte su 10 si parla di progetti del nord è significativo". La Sicilia, "terra importantissima", chiede di più all'Europa. "Come tante regioni meridionali diamo un servizio all'Europa importantissimo. La parte militare si sta spostando tutta su Augusta. Senza dimenticate Sigonella e Comiso. E poi c'è la questione migranti. Di fronte a questi e tanti altri sforzi, l'Europa cosa dà in cambio? Ci vorrebbe un maggiore riconoscimento". Annunziata ricorda le difficoltà di trasporto sull'isola, per esempio "tra Catania e Palermo", e dà "un attestato di merito a chi lavora in queste terre". L'invito infine è a "confrontarsi su queste questioni" che riguardano il territorio al fine di trovare le soluzioni giuste.
 
 
Deiana: “Ancora troppi lacci per le autorità di sistema”
 
Massimo Deiana, presidente Adsp Mar di Sardegna, parla dei lacci che ancora frenano lo sviluppo del sistema portuale. "Credo che ci siano delle positività in questa riforma che ci ha visto fare massa critica. In realtà è il paese ad essere una naturale massa critica. Questo perché l'Italia ha un quinto delle acque del Mediterraneo, abbiamo il dovere di curarlo ma dovremo e anche puntare alla supremazia nel suo sfruttamento. Gli stessi dati Eurostat ci dicono che siamo il primo paese per traffico passeggeri e il terzo per traffico merci. Dobbiamo dunque occupare con orgoglio questo ruolo naturale. In questo aspetto siamo fortemente sollecitati dalle iniziative dell’Europa che vorrebbe inquadrare le autorità di sistema come operatori economici che devono pagare le tasse. Il problema è che per le nostre leggi siamo un'altra cosa, siamo un pezzo dello stato". Da qui il monito: "Abbiamo troppi limiti, Abbiamo una mission data dalla legge ma anche leggi che ci rendono difficile svolgere questa mission. Non è una questione di soldi. Quelli ce li abbiamo. Il nodo vero è riuscire ad avere nell'arco di una vita legislativa un'opera programmata, iniziata e finita".
 
 
Ugo Patroni Griffi: “Autorità imbrigliate dal sistema”
 
Patroni Griffi, presidente Adsp Mar Adriatico Meridionale, si sofferma sul nodo delle riforme incompiute e delle incongruenze legislative. "Da questo dibattito è uscito con forza un tema, quello della natura delle autorità di sistema su cui tutti i colleghi chiedono chiarezza. Si può essere tutto ma non si può avere un pezzo di diritto privato e un pezzo di diritto pubblico". La sensazione di Patroni Griffi è che "le autorità guardano in avanti mentre tutto rema perché queste rimangano imbrigliate nel passato. Basta pensare alla confusione che c'è sui dragaggi e su livellamento dei fondali". Opere di questo tipo sono fondamentali perché un porto possa chiamarsi tale ma oggi "solo per comprendere una nuova legge ci vogliono quattro mesi con rimbalzo di pareri da un ente all'altro". Sulla questione fondali il paradosso è che "secondo il parere dell'ispra lo spostamento dei sedimenti lo si può fare ma solo in mare. Guai a sollevare i sedimenti: diventerebbero rifiuti speciali".Come questo tanti altri nodi frenano lo sviluppo della portualità.
 
 
Musolino: “Più presenti e più rispettati in Europa”
 
Pino Musolino, presidente AdsP Mare Adriatico Settentrionale, parla della questione della natura delle Autorità di sistema. "Ho vissuto per 5 anni ad Anversa e conosco molto bene quella realtà. Sottoscrivo pienamente il pensiero di chi dice facciamo la Spa, bene! Allora voglio gli stessi poteri del mio collega dell'autorità di Anversa che coordina i piloti, che comanda di fatto la capitaneria di porto, che ha un potere enorme sulla concessione e sulla gestione e che per legge è vicesindaco di Anversa. In questa situazione pago le tasse volentieri. Ma se ogni volta devo assumere un ragazzo a tempo determinato per realizzare un progetto europeo non ci sto. Sia chiaro che non biasimo le norme europee. Ma è chiaro anche che gli altri paesi si posso permettere di spingere perché noi non ci siamo mai". L'ìnvito all'Italia è a farsi sentire di più in fase preparatoria delle norme in sede europea e ad essere più compatti. "Non siamo i fratelli scemi dei porti europei - conclude - Dobbiamo essere presenti e farci rispettare".

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