Bertone (Acqua Sant’Anna): “Con meno burocrazia più lavoro”

Sergio Luciano
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“Potremmo assumere tante persone e costruire, rispettando tutte le regole della sostenibilità, invece troviamo sempre più burocrazia. Non c’è nessuno che ci aiuti a fare degli investimenti”: nella sua semplicità, e con tutta pacatezza, il presidente dell’Acqua Sant’Anna Alberto Bertone lancia dal palco dell’auditorium dell’Hilton Palace di Sorrento una critica severissima al sistema Paese. La critica dell’impresa fattiva e produttiva che si vede frenata anziché sostenuta dal “fattore-campo”. Lo stesso ragionamento che da decenni ha indotto tanti – individui e aziende – a cercare oltre confine spazi più ampi e agibili. E’ il panel intitolato “Sistema bancario e trasporto 4.0 per il rilancio dell’imprenditoria itaiana”, che conclude la prima delle due giornate Alis.

Gli fa eco Pasquale Casillo, presidente di Casillo Group, puntando l’indice sull’altro grave fattore frenante che imbriglia la crescita italiana: la stretta creditizia, il rapporto ormai difficile tra le imprese e le banche, a loro volta oppresse da nuovi vincoli: “Il dovere sociale delle banche”, dice Casillo, “sta nel fatto che devono comprendere sempre più le dinamiche delle imprese. Un significativo miglioramento del rapporto tra banche e imprese dovrebbe nascere dalla maggiore conoscenza delle dinamiche dell’impresa da parte di chi fa le scelte di finanziamento”, un auspicio che implica però un salto culturale e professionale nei decisori creditizi non facile a farsi.

“Se c’è una buona interlocuzione banca-impresa possiamo attenuare i rischi per entrambe”, è la replica di Giovanni Maione, general manager area Sud e Sicilia del Monte dei Paschi di Siena: “Oggi le banche devono gestire una serie di vincoli, un’architettura di processi che sono inderogabili per creare una buona azienda bancaria. E’ un momento nel quale dobbiamo spendere molta energia in questa trasformazione di processi ragionando molto di digitale e di trasformazione elettronica dell’operatività. Contemporaneamente, non dobbiamo dimenticarci delle persone, di come operano le nostre persone”. Un lavoro di grande complessità, non c’è dubbio: come del resto, in tutti i settori, si pongono ormai vincoli nuovi e diversi sulla sostenibilità dell’impiego umano rispetto alle sfide dell’innovazione digitale e anche della competitività. Lo ricorda, in chiusura, Alberto Bertone: “Bisogna tutelare le condizioni dei nostri trasportatori che lavorano su tre turni”.

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