Dai soci Alis 1.500 assunzioni nel 2017. «E faremo di più!»

Sergio Luciano
Navi high-tech, Grimaldi si affida a Fincantieri

Il percorso è cominciato meno di due anni fa e Alis, l'Associazione Logistica dell'Intermodalità sostenibile, ha già raccolto 1300 adesioni da parte di aziende del settore per affermare un nuovo modello di trasporto e di logistica, più competitivo e più sostenibile.

E Alis ha praticamente aggregato il meglio del settore, che non a caso ha messo a segno, nel 2017, una crescita marcata sia sul piano dei volumi di merci trattate – più 13% - sia su quello dei posti di lavoro, con ben 1500 assunzioni di giovani. “Ma vogliamo e dobbiamo fare di più”, dice Guido Grimaldi, presidente dell’Alis, nella conferenza stampa con cui, affiancato dal direttore generale Marcello Di Caterina e poi dal padre Manuel, amministratore delegato del gruppo armatoriale controllato dalla famiglia: “Le opportunità ci sono, è necessario che le istituzioni nazionali ed europee riconoscano all’intermodalità sostenibile il ruolo che merita”. "L'associazione sta diventando un punto di aggregazione molto forte - spiega il direttore generale, Marcello Di Caterina - stiamo puntando a dare un messaggio di come questo trasporto sostenibile possa essere realizzato attraverso un nuovo modello, che è quello delle autostrade del mare".

Alis nasce per superare la frammentazione della rappresenzanta nel settore dei trasporti e della logistica, proprio per perseguire al meglio l'obiettivo di un sistema integrato ed efficiente. E l’incontro di oggi è stato anche l’occasione per esprimere un convinto appoggio all’idea dell’istituzione di un ministero del mare. Anche se dentro l’Alis lavorano fianco a fianco aziende di autotrasporto, compagnie armatoriali, compagnie logistiche che, insieme a un percorso politico/amministrativo, mettono in campo una serie di proposte per cercare di essere sempre piu' competitivi e per rendere sempre piu competitivo            il Paese.

Guido Grinaldi auspica l’apertur di “tavoli di confronto con le autorità portuali per promuovere il miglior dialogo con interporto, porto, armatori, trasportatori, ferrovie. Non che non si sia tentato, non era impossibile, ma oggi se le autorità si sono iscritte all’Alis è segno che forse lo si faceva male, o che sono maturati i tempi”. Sullo stesso tema, Grimaldi ha osservato che per le autorità portuali si pone un problema di modello: “Devono essere service provider per il Paese o fare bilanci eccezionali? Se devono essere service provider, devono essere competitive. Come Rotterdam, che in quest’ottica, è riuscita a diventare uno degli scali mondiali più importati. Se invece il porto deve fare politiche di bilancio sfidanti per massimizzare gli utili e le fa aumentando i costi, chi paga? Il sistema Paese!”.

Quanto all’albo dell’autotrasporto, Guido Grimaldi ha sottolineato che Alis “sta dialogando con ministero, è ovvio che l’albo richiede la partecipazione di Alis, con 130 mila mezzi rappresentati non vedo proprio come potremmo non parteciparvi”. “E’ il Ministero ad avere un problema se non interlocuisce con Alis”, ha rincarato Manuel Grimaldi, prendendo la parola: “Siamo di gran lunga la più importante associazione di trasportatori… Se il governo non parla con noi, con chi parla?”. Quanto al problema della scissione tra armatori, posso dire che il vero problema è nato da qualcuno che voleva diventare il capo di Confitarma e non riuscendoci ha deciso di fare una sua associazione quasi personale, con due o tre operatori…”.

“Noi ci adoperiamo per la crescita del settore, dell’autotrasporto, della sostenibilità, ma non ci piace che vengano dati soldi pubblici in misura smodata a un singolo operatore. E’ possibile che per i collegamenti di Malta si diano 200 mila euro e per quelli con l’Elba 20 milioni? Con altri due operatori per l’Elba che incassano zero?  Queste sono le cose che non vanno. E’ giusto che gli armatori che ricevono i soldi dal governo per mandare avanti le loro linee, li usino per rifarsi le navi con i soldi dei contribuenti? Tanto varrebbe, allora, tornare ad un esercizio pubblico del trasporto marittimo!”

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