Alis in coro: "Serve un ministro del mare. E basta con la burocrazia"

Sergio Luciano
Alis in coro: "Serve un ministro del mare. E basta con la  burocrazia"

UNA VEDUTA DEL PORTO DI CIVITAVECCHIA

Guido Grimaldi: è ora di creare un Ministero del mare

“La nostra associazione è cresciuta rapidamente facendo network”, dice Guido Grimaldi, presidente di Alis, aprendo il secondo panel della “due giorni” di Sorrento, moderato da Bruno Vespa: “I nostri obiettivi principali sono aumento dell’efficienza, riduzione dell’impatto ambientale, sviluppo dell’intermodalità. La crescita di questo settore è costante e l’Italia è il primo mercato in Europa per volumi di merci movimentate. Negli ultimi tre anni sono stati creati 1.500 nuovi posti di lavoro e sono stati sottratti 1 milione e 300mila camion alla strada. Appoggiamo con convinzione la proposta di istituire un ministero del Mare, perché crediamo che il comparto dell’intermodalità abbia ancora grandi margini di crescita”.

Alis è impegnata particolarmente sul fronte della sostenibilità. “I prossimi obiettivi da raggiungere – dichiara Grimaldi - sono la ulteriore riduzione dell’inquinamento, sia mediante soluzioni elettriche che con l’utilizzo di combustibili a gas naturale. Ma non è tutto. Alis è impegnata in una profonda opera di digitalizzazione, sia mediante l’utilizzo di un app in grado di migliorare la vita delle aziende sia con il Cmr elettronico, che chiederemo di applicare su larga scala. Le aziende italiane, se adeguatamente supportate, possono essere sempre più competitive e, grazie ai ridotti costi di trasporto, non essere costrette a delocalizzare l’attività. Dal punto di vista fiscale auspichiamo invece regole in linea con quelle degli altri Paesi europei, perché solo così possiamo pensare di essere competitivi in un mercato comune”.

 

Cascetta: “La burocrazia rallenta la crescita italiana”

Per Ennio Cascetta, grande esperto di trasporti, ed esponente della Ram Spa “L’internazionalizzazione, per l’Italia, in questi anni ha rappresentato la risposta alla crisi. Basta fare riferimento alla bilancia commerciale, passata da un passivo di 20 miliardi di euro a un attivo di 50 miliardi. In questo mercato globale il nostro riferimento principale sono Area Euro e Mediterraneo. Per questo motivo abbiamo necessità di un sistema intermodale che funzioni sempre meglio e sia al passo con il contesto nel quale ci muoviamo”. Anche per Cascetta il grande problema del Sistema Italia “è la burocrazia, che rallenta il processo di crescita e crea grandi difficoltà alle imprese”.

 

Covassi (Ue): “Alis esempio di buona relazione Italia-Ue”

 “Gli esempi positivi di un rapporto proficuo tra Italia ed Europa sono tanto, come quello di Alis, e sono esempi che aiutano a sviluppare un rapporto con le istituzioni europee”: così Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza Italiana all’Unione Europea, si sofferma prima di tutto sul rapporto tra il nostro Paese e le istituzioni comunitarie intervento al panel della “due giorni di Alis”. Sul futuro del trasporto, prosegue, “sono in corso importanti stanziamenti di risorse – rivela – con un piano da 41 miliardi di euro per facilitare la mobilità intraeuropea e il discorso delle reti transeuropee che sta andando avanti speditamente”. Attenzione alle risorse “perché nei prossimi anni, per via della Brexit, avremo sempre minori fondi a disposizione e dovremo concentrarli solo su iniziative strategiche. Ecco, grandi reti e intermodalità sono due ambiti sui quali puntare decisamente”. Covassi chiarisce che l’attuale situazione istituzionale di transizione in cui si trova l’Italia “non è ideale per poter negoziare a Bruxelles, poiché sappiamo bene che in Europa bisogna presentarsi con credibilità e compattezza”.

 

Bonavitacola: “Sburocratizzare per la crescere di tutti”

Fulvio Bonavitacola, vice presidente della Regione Campania, parlando di infrastrutture incentra l’attenzione sul Patto per il Sud. “Uno strumento nuovo e utile per raggiungere quei risultati che sono alla base dello sviluppo economico della Campania e del Mezzogiorno. Da un paio d’anni a questa parte stiamo rimettendo in carreggiata il nostro sistema produttivo, sia mediante l’aiuto dei fondi europei che mediante misure come l’istituzione delle zone economiche speciali”. I prossimi anni? “Stiamo intervenendo sulla burocrazia, cercando di semplificare norme e procedure con lo scopo di agevolare gli investimenti e la vita delle imprese. Su questo potrebbe essere utile un confronto diretto tra Governo e enti locali, al fine di creare un sistema sempre più efficiente. Perché spesso se non si va avanti con le azioni amministrative e gli investimenti è per la paura di incorrere in errore”.

 

Grossi (Eni): “Car sharing, chiave della sostenibilità”

Paolo Grossi, direttore commerciale Refining & Marketing di Eni, illustra i collegamenti della multinazionale con la mobilità. “Da cinque anni siamo nel car sharing, attivo in cinque città italiane, e siamo già ad un milione di utilizzatori del servizio. Questa opportunità è la più vicina a un meccanismo di riduzione delle emissioni su larga scala, soprattutto se pensiamo che per la sostituzione della maggior parte delle auto attuali con le elettriche saranno necessari almeno 20 anni. Il servizio è in continua crescita, tanto che registriamo oltre 500 nuove iscrizioni al giorno alla piattaforma”. Anche qui ci sono dei problemi “perché mancano i parcheggi di interscambio o gli stalli per il car sharing, perché chi utilizza le nostre auto spesso non sa dove lasciarle in sosta”.

 

Mattioli: “Auspico una rinnovata coesione tra armatori”

“Mi chiedo spesso perché come armatori ci siamo scissi – dice Mario Mattioli, presidente di Confitarma, auspica una rinnovata coesione tra le imprese del settore marittimi – anche perché siamo impegnati su fronti comuni come, ad esempio, l’approvazione e l’applicazione di norme più favorevoli alla crescita delle nostre aziende oppure il nuovo contratto collettivo dei lavoratori marittimi o ancora il registro internazionale. E’ ovvio che bisogna fare un ragionamento costruttivo tra i protagonisti del settore”.

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