Digitalizzazione, i DTM varranno 125 miliardi entro il 2023

I software per la "Digital Transaction Management" cresceranno del 30% all'anno

Redazione Web
Digitalizzazione, i DTM varranno 125 miliardi entro il 2023

I software DTM (Digital Transaction Management) possono consentire la completa digitalizzazione dei processi documentali identificativi e autorizzativi, alla base delle transazioni realizzate da istituzioni e imprese. I DTM, sviluppati a partire dalla firma elettronica - che si è diffusa con una crescita media annua del 53% a partire dal 2011 per un numero di transazioni nel 2017 superiore a 700 milioni -, oggi possono includere una vasta gamma di applicazioni tra cui: workflow management, content management, archiviazione e digitalizzazione dei documenti, soluzioni per l’identificazione elettronica degli utenti, autenticazione multi-canale.

I DTM sono oggi ancora poco diffusi: solo il 30% dei processi documentali nel mondo avvengono in modo completamente digitale, via che garantisce non solo la semplificazione degli iter e tempi più rapidi di esecuzione, ma anche un significativo risparmio di costi - che può arrivare fino a un ROI a tre anni del 383% - in particolare per imprese di settori “document intensive” come il legale, il bancario, l’asset management, l’immobiliare o il sanitario. Questo è quanto emerge dallo studio realizzato da Klecha & Co. (in particolare, Kai Korschelt, Managing Director e Responsabile dell’equity research). Tali soluzioni sono destinate a diffondersi in modo crescente e si stima che il mercato globale dei DTM, che vale attualmente 24,7 miliardi di dollari, nel 2023 arriverà a toccare 125 miliardi di dollari con un CAGR 2017-2023 del 31%.

Il settore DTM risulta altamente frammentato e ci aspettiamo che il consolidamento acceleri nei prossimi anni guidato dall’esigenza degli operatori di realizzare economie di scala e ampliare la presenza geografica: attualmente il principale player del settore, DocuSign, che si è recentemente quotato al Nasdaq con multipli pari a 8,5 volte i ricavi con un IPO da oltre $4 miliardi, genera ricavi al di fuori del mercato domestico (Stati Uniti) solo per il 17%.  Si ricorda che secondo lo studio di ricerca statunitense Aragon Research, che il primo player del settore in Europa è un’azienda italiana, Namirial. L’M&A sarà inoltre trainato dalla necessità per gli operatori di acquisire servizi a valore aggiunto per ampliare e completare la gamma di applicativi idealmente fornibili in modo integrato attraverso un’unica piattaforma.

Peraltro, le funzionalità oggi potenzialmente disponibili diventeranno sempre più efficienti alla luce, per esempio, della crescente diffusione e sofisticazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale o di data analytics, o verranno integrati con servizi oggi non previsti dal DTM come i sistemi di pagamento. Pertanto, le aziende di WCA (Workflow e Content Automation), TSP, le piattaforme di pagamento e intelligenza artificiale acquisiranno i fornitori di DTM per espandere la loro offerta e viceversa, in modo da realizzare soluzioni complete e integrate.

L’attività di M&A sarà infine sostenuta anche dall’integrazione dei software DTM nelle piattaforme per la pianificazione delle risorse d'impresa (ERP) e nelle applicazioni per la sicurezza dei dati. In un’ottica verticale, aziende di software con una forte esperienza in servizi finanziari, immobiliari o bancari potrebbero quindi prendere in considerazione l'acquisto di operatori DTM.

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