Explore - The Future of Work: ecco come si evolveranno le imprese

Ibridazione uomo-macchina e AI i temi maggiormente trattati durante l’evento promosso da Gellify, piattaforma di innovazione B2B

Chiara Volontè
OBIETTIVO: INNOVARE LE AZIENDE

Giovedì 18 e venerdì 19 ottobre ha avuto luogo la seconda edizione di “Explore - Innovation and Design Trends”, manifestazione annuale targata Gellify - piattaforma che connette le startup software digital alle aziende tradizionali, garantendo accesso a investimenti, competenze e network - a cui hanno aderito oltre 170 aziende e più di 250 partecipanti. Durante i due giorni della convention - denominata The Future of Work - top manager e ricercatori hanno discusso di intelligenza artificiale, robotica, genomica e blockchain, di quali sviluppi dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo del lavoro e del rapporto tra l’uomo e la macchina nelle organizzazioni e nella società.

I lavori sono stati aperti da Fabio Nalucci - CEO e Founder Gellify - che ha incentrato il suo discorso sul parallelismo tra la metafora del “razzo”, che rappresenta l'attuale percezione esterna rispetto ai temi dell'innovazione, e quella del “fango”, cioè la realtà quotidiana delle organizzazioni (startup, aziende corporate, investitori). Dall’intervento di Nalucci è emerso che in Italia, rispetto agli altri paesi, è molto più difficile incidere sulla crescita delle startup su cui si punta: basti pensare che noi investiamo in media 2 dollari in venture capital pro capite, contro i 20 $ della Spagna e i 40 della Francia.

Stefano Trombetta - Managing Director di Accenture Strategy, Talent e Organization Lead - ha presentato i risultati della ricerca sulla forza lavoro del futuro svolta da Accenture Italia - partner principale di questa seconda edizione di Explore -. Dall’indagine è emerso che nei prossimi tre anni l’intelligenza artificiale sarà sempre più utilizzata nell’esecuzione di mansioni lavorative, e per i manager e datori di lavoro italiani questo comporterà un aumento della disoccupazione. Tutt’altra percezione si ha invece negli altri stati analizzati da Accenture - USA, Cina, Brasile, Germania, Francia, India, Regno Unito, Spagna, Australia e Giappone: infatti, questi paesi ritengono che il tasso di occupazione e il costo del lavoro cresceranno proprio grazie all’AI. Secondo Trombetta, si sono creati questi due differenti punti di vista perché «le aziende nostrane sono più focalizzate sugli aspetti di automazione e risparmio, mentre non considerano un’altra area ad ampio potenziale che noi chiamiamo ‘The Missing Middle’, ovvero una nuova alleanza uomo-macchina che permetterà di creare nuove opportunità dal punto di vista della qualità e dei servizi erogati da un lato e di valorizzare la componente ‘human’ dall’altro».

Anche Barbara Cominelli - COO, Marketing and Operations Director di Microsoft Italia - ha dato voce ai numeri per dimostrare le potenzialità dell’intelligenza artificiale: infatti, si stima che l’AI farebbe aumentare il PIL del Paese dell’1% annuo, ma attualmente nella Penisola solo il 15% delle imprese sta cercando di sviluppare progetti nell’ambito di questa disciplina.

Cosimo Accoto - Research Affiliate al MIT di Boston - si è focalizzato sui nuovi tipi di lavoro che si creeranno in futuro grazie alla cooperazione tra uomo e macchina. In particolare, il suo intervento si è soffermato sulle tre dimensioni dell’automazione: quella robotica che performa alla pari o meglio degli esseri umani, la produzione della conoscenza grazie alle reti neurali artificiali che sta trasformando molte professioni, e le modalità con cui oggi le imprese organizzano il lavoro attraverso le piattaforme.

Anche il discorso di Giovanni Rizzo - Chief of Innovation Division ZCube-Zambon - si è concentrato sull’integrazione tra uomo e macchina, in particolare in ambito medico. Infatti, il supporto dell’AI potrebbe cambiare il modo di creare farmaci e di dare sostegno al paziente, fornendo terapie digitali che possano migliorarne la qualità della vita.

Andrea Landini - Managing Partner e Head of Community di Gellify - è convinto che la crescita delle aziende, in futuro, sarà garantita solamente dall’ibridazione tra mondo digitale e fisico. «Gellify - afferma Landini - rappresenta un esemplare di questa nuove specie di organizzazioni ibride e vere e proprie piattaforme che coniugano la capacità di supportare le startup dal punto di vista finanziario e delle competenze in tutti gli ambiti del business, nel nostro caso con una scelta della nicchia relativa al software B2B».

La seconda giornata di Explore - denominata Build - è stata interamente dedicata a quattro workshop tematici tenuti dai Managing Partner di Gellify, che hanno condiviso le loro conoscenze e competenze: Build a Data-Driven Strategy, Build an Agile Product Roadmap, Build an Intelligence for Industry 4.0, Build an Innovation Culture.

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