GDPR e cybersecurity, la soluzione arriva con Ermes

L'azienda incubata al Politecnico di Torino ha creato la piattaforma Ermes Internet Shield contro i Web Tracker

Redazione Web
GDPR e cybersecurity, la soluzione arriva con Ermes

 Globalmente esistono piú di 20.000 Web Tracker, aziende, tra cui le piú importanti sono Facebook, Linkedin e Google, che raccolgono ogni singola informazione che lasciamo sul Web, utilizzando poi questi dati per ricostruire profili dettagliati (contenenti informazioni altamente sensibili, tra cui preferenze politiche, malattie, stato delle finanze, ecc.) che descrivono e profilano ogni singolo utente. Queste informazioni vengono regolarmente usate, in modo innocuo, per proporre contenuti mirati sulla base delle operazioni che compiamo sul Web, ma è stato documentato come questi stessi strumenti possano essere utilizzati per spiare costantemente le attività dei dipendenti e raccogliere informazioni sensibili e private su utenti mirati come personaggi politici o per lo spionaggio industriale. Ulteriore utilizzo malevolo è quello del fingerprinting, ovvero l’identificazione del tipo di dispositivo usato dall’utente per permettere attacchi informatici di phishing personalizzati e quindi più credibili e pericolosi.

 Grazie ad algoritmi basati su machine learning, big data ed intelligenza artificiale, Ermes Cyber Security ha dunque sviluppato una soluzione totalmente automatica che non richiede alcun intervento umano ed è in grado di assicurare una protezione totale aggiornata in tempo reale, permettendo così agli utenti di navigare in totale libertà e sicurezza.

 “Il nostro sistema Ermes Internet Shield è il primo al mondo ad agire a monte del pericolo di perdita dei dati - spiega Hassan Metwalley CEO di Ermes Cyber Security - Il nuovo regolamento europeo GDPR su questo è molto severo e le aziende non possono più nascondere i loro eventuali data breach, ma saranno altresì obbligate ad annunciarlo pubblicamente al Garante per la Privacy di ogni singolo Paese. Per questo è fondamentale che utenti e dipendenti siano protetti, in modo da evitare rischi per le casse e l’immagine delle aziende. Il recente caso di Cambridge Analytica rappresenta solo l'ultima dimostrazione di come qualsiasi dato possa finire facilmente nelle mani sbagliate, anche senza l'autorizzazione del Web tracker stesso. Le aziende si avviano quindi a vivere un momento molto delicato, in cui le sanzioni derivate dalla GDPR e la perdita di fiducia degli utenti potrebbero avere conseguenze catastrofiche”.

 

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