L’italia dei due sud

La coesione territoriale si fa (davvero) elettrica

Ciò che unisce Nord, Centro e Sud è la rete di Terna. Un ruolo testimoniato anche dagli oltre 450 incontri pubblici organizzati per interfacciarsi con gli stakeholder locali e trovare le soluzioni migliori

Angelo Curiosi
La coesione territoriale si fa (davvero) elettrica

Stefano Donnarumma, nuovo a.d. di Terna

Oltre 450 incontri sul territorio ed eventi pubblici in 11 Regioni: non li ha fatti una società commerciale di generi di consumo, non li ha fatti una rete di vendita di polizze, non li hanno fatti i reclutatori del Cantagiro. Questa rete fittissima di presenza territoriale in Italia porta una firma inaspettata, istituzionale: quella di “Terna” e “Terna Incontra”, rispettivamente la società che gestisce e possiede, per conto dello Stato, la Rete di Trasmissione Nazionale dell’elettricità in Alta Tensione e il format di relazioni pubbliche ed educazione energetica coniato appunto dall’azienda.

Ma a che scopo? Uno scopo insieme civico e industriale: interfacciare gli stakeholder locali (semplici cittadini e istituzioni amministrative, imprese, scuole, comunità) per  individuare le migliori soluzioni progettuali in grado di dare valore ai territori stessi.

Tutto deriva dal fatto che Terna è proprietaria di oltre 74 mila chilometri di linee elettriche in Italia. È ovunque! E le alimenta gestendo anche 26 interconnessioni con l’estero.

La coesione territoriale che manca all’Italia politica, è fortissima nell’Italia elettrica. Naturalmente, però, la vastità del territorio e la consistenza del sistema elettrico nazionale richiedono a Terna un forte impegno, sia in termini di persone che ogni giorno intervengono per la manutenzione delle linee, sia di investimenti finalizzati all’efficienza e alla sicurezza della rete sul territorio nazionale. 

Proprio per garantire tutto questo, Terna prevede di investire nei prossimi 10 anni oltre 14 miliardi di euro, per contribuire in modo incisivo alle esigenze di adeguatezza, integrazione di fonti di energia rinnovabile e resilienza del sistema elettrico.

Nei prossimi dieci anni Terna investirà più di 14 miliardi di euro nella modernizzazione della rete all’insegna della sostenibilità

I rapporti positivi con le comunità e le istituzioni locali servono anche a fa funzionare al meglio il piano di sviluppo degli investimenti e il costante efficentamento della rete. Il percorso di confronto con le comunità locali si avvale in particolare di uno strumento molto efficacie chiamato “Terna Incontra”: creato con l’obiettivo di favorire il confronto tra l’azienda e le comunità locali per favorire la realizzazione del piano di sviluppo della rete, oggi rappresenta al meglio gli obiettivi di sostenibilità dell’azienda. Si tratta di giornate informative organizzate in spazi pubblici messi a disposizione dalle Istituzioni locali, con allestimenti che descrivono nel dettaglio gli interventi grazie anche alla partecipazione dei tecnici dell’azienda a disposizione della popolazione per un confronto diretto e inclusivo con i singoli cittadini.

Il tutto dà quindi sfondo e insieme sostanza agli interventi industriali dell’azienda. Un esempio recentissimo ha investito una larga parte del territorio della provincia di Novara. Che impatterà positivamente sull’ambiente, previa autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta dell’interramento parziale e della conseguente demolizione dell’elettrodotto da 132 kV tra Mercallo e Cameri, con particelle relative alle aree potenzialmente interessate situate nei Comuni di Borgo Ticino, Cameri, Varallo Pombia, Pombia, Marano Ticino, Oleggio e Bellinzago Novarese.  L’opera, per cui Terna investirà circa 38 milioni di euro consentirà la demolizione di un tratto aereo di circa 21 km. È previsto, inoltre, lo smantellamento di ulteriori 3 Km dell’elettrodotto 220 kV Magenta – Pallanzeno che insiste nel Comune di Borgo Ticino. Complessivamente, saranno oltre 100 i sostegni elettrici dismessi. Gli interventi di demolizione interesseranno anche il Parco Naturale del Ticino dove Terna provvederà alla rimozione di 28 tralicci per un totale di 5 km di linea aerea, restituendo alla collettività oltre 60 ettari di territorio: l’equivalente di circa 87 campi da calcio.

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