sustainability & circular economy

Il traghetto cambia sponda per sposare l’ibrido

Anche le barche diventano eco-friendly: basti guardare all’esempio virtuoso di Stoccolma, che sta sperimentando la soluzione carbon-free di Scania per il trasporto passeggeri sul lago Mälaren

Franco Oppedisano
Il traghetto cambia sponda per sposare l’ibrido

Un traghetto di nome Rex con più di ottanta anni sulle spalle e una tecnologia tutta nuova. Un matrimonio a prima vista impossibile, che è stato celebrato in questo periodo a Stoccolma in Svezia. Il sensale dell’unione è stata l’unità di motori marini di Scania che ha installato sulla vecchia barca, tutt’ora operativa, un innovativo e inedito propulsore elettrico ibrido. Circa il 60% dei pendolari della capitale svedese utilizza i trasporti pubblici e Stoccolma Transport si vanta di avere una flotta di autobus e treni che funziona senza utilizzare fonti di energia fossili. La città ha anche numerose vie d’acque e, per rendere i viaggi dei pendolari più brevi e veloci, l’Autorità dei trasporti ha iniziato a utilizzarle maggiormente. L’idea è piaciuta ai pendolari svedesi  e manca un solo elemento per sfruttarla appieno: la sostenibilità ambientale delle imbarcazioni. La flotta di 80 imbarcazioni della Stockholm Transport, sia quella di proprietà che quella in leasing, non è di primo pelo e sul mercato non esistono ancora  imbarcazioni a impatto zero capaci di portare centinaia di persone alla volta. In attesa che sia possibile realizzarle, l’azienda non ha messo da parte l’obiettivo di raggiungere l’abbattimento di almeno il 90% delle emissioni di carbonio, ma ha raccolto la proposta di Scania per sperimentare una ibridizzazione dei motori esistenti.

I primi risultati dei test sono molto incoraggianti e l’obiettivo è di ridurre le emissioni di co2 fino al 47%

La conversione dell’M/S Rex a energia ibrida- elettrica mira da una parte a migliorare le prestazioni del propulsore fornendogli una coppia maggiore e una risposta eccezionale dal minimo, e dall’altra riduce in modo significativo il consumo di carburante, i costi operativi, il rumore e le emissioni di CO2. «Quando Scania si è rivolta a noi», spiega Fredrik Liw, Technical manager di Blidösundsbolaget, la società di gestione dei traghetti della città di Stoccolma «avevo già pensato che Rex fosse l’imbarcazione adatta per un propulsore elettrico ibrido, perché è molto efficiente dal punto di vista energetico. I primi risultati sono incoraggianti. C’è ancora molto da sviluppare e testare, ma potremmo riuscire a ridurre le emissioni di CO2 fino al 47%».

La M/S Rex, varata nel 1937, opera quotidianamente su un percorso di 75 minuti sul lago Mälaren, tra il centro di Stoccolma e l’isola di Ekerö - nota per due siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco, tra cui il castello di Drottningholm, sede della famiglia reale svedese. La barca può ospitare fino a 150 persone e utilizza un motore diesel Scania da 13 litri conforme allo standard internazionale IMO Tier 3 sulle emissioni. Il modulo di propulsione è completato da un sistema di elettrificazione, che consente all’imbarcazione di avvicinarsi silenziosamente alla banchina. La potenza totale di propulsione è di 240 kW continui o 290 kW per una breve tratta, ma per mantenere l’imbarcazione alla velocità di crociera sono sufficienti circa 100 kW. In tali condizioni l’autonomia garantita è di due ore in modalità elettrica pura. «Questo può essere un punto di svolta», ha affermato l’ingegnere capo del reparto motori Scania, Mattias Rosengren. «Stiamo portando la tecnologia dell’automotive al settore marino, come abbiamo fatto con i motori diesel. Il gruppo propulsore della barca contiene la stessa tipologia di componenti utilizzati per i nostri veicoli sia ibridi che full electric».

La sostenibilità, però, non è solo fatta di propulsori elettrici, ma anche di materiali e di motori termici che rispettano tutte le più recenti normative antinquinamento. Come nel caso della barca varata dal Cantiere Foschi, uno degli ultimi in Italia che realizza, dalle fondamenta, imbarcazioni completamente in legno. L’azienda, fondata nel 1969 dal maestro d’ascia Arnaldo Foschi e gestita oggi dai figli Massimo, Ulisse ed Andrea che condividono la stessa passione del padre, si caratterizza per un’innovazione tecnica costruttiva improntata sull’utilizzo di legni lamellari compositi, che consentono di creare imbarcazioni di eccezionale robustezza e, al tempo stesso, di estrema flessibilità. Cantiere Foschi è uno dei principali e più apprezzati costruttori italiani di imbarcazioni per il trasporto passeggeri, natanti che vanno dai 15 ai 38 metri realizzati interamente a mano che sono tipicamente utilizzate per minicrociere giornaliere. L’ultima realizzazione dei Foschi porta il nome di Ofelia, ed è proprio questa imbarcazione che può contare su due potenti motori V8 Scania. È una nave particolare perché è la prima realizzata dal cantiere per essere adibita a pesca sportiva: è stato realizzato uno scafo molto prestante che, essendo più leggero, riesce ad arrivare a maggiori velocità ed in minor tempo. «I motori V8 Scania sono conformi alle normative per le imbarcazioni in Classe, nel caso specifico al RINA - Registro italiano navale - e aderiscono appieno alle richieste dell’imbarcazione Ofelia», ha evidenziato Riccardo Moraglia, responsabile vendite motori marini e industriali di Italscania. «I nostri V8 16 litri hanno durata e affidabilità ai vertici della loro categoria e, inoltre, si caratterizzano per ottimi consumi e bassi costi di esercizio poiché possono vantare di una eccezionale curva di coppia, poderosa sino dai 1000 rpm. Nel caso specifico abbiamo 2 motori DI16 70M da 750 CV con una coppia pari a 3460 Nm già a 1200 giri al minuto, caratteristica fondamentale per raggiungere l’assetto di planata dell’imbarcazione alle più basse velocità possibili, quindi migliorandone sensibilmente i suoi consumi e i rendimenti».

Ma anche i “comuni” motori marini di Scania associano a bassi costi di esercizio e consumi ridotti una poderosa curva di coppia

«È da molti anni che conosciamo Scania come costruttore di motori marini», hanno evidenziato Andrea e Ulisse Foschi, titolari dell’azienda. «Angelo Carli, armatore di Ofelia, ha deciso di acquistarli presso il concessionario Boni Motori Marini, un partner estremamente affidabile con grande esperienza nel settore delle applicazioni da pesca. Si tratta di motori con caratteristiche ideali per l’attività che andrà a svolgere la barca che abbiamo realizzato, soprattutto perché sono brillanti fin da un basso numero di giri, registrano consumi ridotti e prestazioni eccellenti». Boni Motori Marini, con sede a Cesenatico attiva dal 1975, è  da pochi mesi la concessionaria Scania per i motori marini sull’intero territorio nazionale, con l’esclusiva per il settore delle barche da pesca. Enea Boni, titolare e fondatore dell’azienda, rappresenta una vera e propria istituzione in questo settore. Ha una grande esperienza che ha radici profonde nel tempo, fin da piccolo coltivava, infatti, una preziosa passione per la meccanica che lo ha portato a conquistare la fama indiscussa di specialista nella marinizzazione: «Quelli di Scania» ha spiegato «sono motori estremamente efficienti dal punto di vista dei consumi, sono robusti e affidabili. Tutte caratteristiche che li rendono ideali per l’impiego su un’imbarcazione d’eccellenza come quella costruita da Cantiere Foschi».

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