Chapeau! Doria ha inventato la cappelliera del futuro

Germana Cabrelle
Chapeau! Doria ha inventato la cappelliera del futuro

Un tempo, nei viaggi da Gran Tour in treno e nave, c’erano le famose cappelliere, rotonde custodie cartonate dove riporre il cappello per evitare di sgualcirlo, che venivano portate appresso insieme a bagagli e valigie. Ora però che tutto si è velocizzato e le modalità di spostamento sono cambiate, per non rinunciare al piacere e all’eleganza di un copricapo a tutte le stagioni, si trovano in commercio cappelli avvolgibili da portare arrotolati fissati ad una borsa ma anche zaini con un uno scomparto rigido, protuberante e protetto, che riprende l’idea della cappelliera. Un po’ come le custodie dei violini che i musicisti portano in spalla, per fare un esempio.

La Doria 1905, azienda salentina specializzata nella produzione di cappelli di qualità, ha recentemente inaugurato proprio questo contemporaneo concetto di viaggiare e lo ha fatto realizzando – in abbinamento ai propri cappelli – anche una linea di borse e zaini che hanno il comune denominatore di trasportare, preservare e proteggere la forma del cappello. Si tratta di borse dotate di sofisticate zip e cinture dove fissare il cappello arrotolato ma anche zaini con “nascondigli tridimensionali”. E c’è persino una sacca in stile marino che cela nel suo scomparto inferiore di base uno spazio protetto adatto ad inserirvi fino a tre cappelli senza rovinarli. Naturalmente il tutto realizzato in materiale impermeabile.

Insomma: la moda prevede che ora il cappello si arrotoli, si srotoli, lo si metta in tasca o lo si tiri fuori dalla borsa. Per indossarlo sempre impeccabile. E chi poteva concepire questo se non un’azienda che ha per core business proprio i copricapi? Doria 1905 ha una lunga storia – dichiarata peraltro con l’anno nel brand - di passione artigiana e raffinata sartorialità, impegno e fedeltà alle proprie radici per diffondere nel mondo il tanto celebrato Made in Italy. Tutto è nato esattamente nel 1905, in un piccolo laboratorio a Maglie, nel Salento, dove la famiglia D’Oria si mise a confezionare berretti e abbigliamento di qualità. Negli anni Sessanta la sede fu ampliata con la costruzione di un nuovo stabilimento articolato su tre livelli, che tuttora rappresenta l’indirizzo aziendale principale. Furono gli anni, quelli, del grande salto imprenditoriale, con manodopera tutta femminile e 120 impiegati in organico, una produzione diversificata ma specializzata esclusivamente in cappelli. Alla fine degli anni ’90 l’azienda fu rilevata dalla famiglia Gallo di Asti, mantenendo la linea artigianale di alta gamma di accessori di abbigliamento. Il 2012 è stato l’anno del restyling e del rilancio del marchio - ribattezzato in Doria 1905 - il cui focus e mission principale sono la ricerca dello stile attraverso lo studio degli archivi storici della moda e delle lavorazioni sartoriali tipiche dei cappelli, in abbinamento alle moderne tecniche di produzione.

“Sfumatura”, “formatura”, “strangolatura”: sono tre vocaboli di un gergo tecnico ben preciso che riguarda la produzione di cappelli, la cui realizzazione - dalla materia prima all’imballo finale - consta di circa 20 passaggi. A seconda della tipologia di prodotto (feltro, paglia, pelle o stoffa) vi sono differenti fasi di lavorazione per raggiungere forma, misura e vestibilità. Cosicché coppole, baschi, zuccotti sono espressioni del medesimo stile tradizionale e di un’eleganza moderna e accessibile. Tuttavia, pur mantenendo inalterati questi originari processi di realizzazione, l’evoluzione aziendale ha portato ora Doria ad aggiungere al proprio parco prodotti anche le borse per il trasporto. Inventando quella che si può a buon diritto definire la cappelliera prossima ventura. Chapeau!
 

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