APPROFONDIMENTI

Il pioniere della sostenibilità
“sfida” il mondo delle imprese

Il presidente di Symbola Ermete Realacci, con il suo Manifesto per un’economia a misura d’uomo, chiama a raccolta la società civile

Alfonso Ruffo
Il pioniere della sostenibilità“sfida” il mondo delle imprese

Con il suo Manifesto per un’economia a misura d’uomo il presidente di Symbola Ermete Realacci è riuscito a mettere insieme un parterre così vasto che mai si era avuto prima d’ora sul tema: presidenti di organizzazioni culturali e imprenditoriali – dell’industria, dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, della cooperazione - professionisti, accademici, economisti.

E pure il direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, che è tra i più fieri e convinti sostenitori del raggruppamento che si è formato “contro la crisi climatica” le cui tesi naturalmente si orientano verso quelle che animeranno il mega raduno mondiale dei giovani ricercatori che Papa Francesco vorrà incontrare la prossima primavera proprio ad Assisi. La sfida lanciata da Realacci e accolta dal mondo delle imprese e della cultura è per un’economia circolare e sostenibile. E parte dal primato che l’Italia vanta in questo campo in Europa e dunque dalla possibilità che il nostro Paese possa diventare un esempio per gli altri. Esempio positivo, per una volta, visto che la sensibilità per l’argomento è molto più sviluppata di quanto di pensi.

Occorre abbandonare i dogmi dell’ideologia per atterrare sul piano della concretezza lavorando a favore, non contro

Gli imprenditori italiani hanno infatti abbracciato da tempo la cultura della green economy e si battono, ora anche attraverso il Manifesto di Symbola, perché la lotta alle disuguaglianze sociali e territoriali, all’illegalità, all’incertezza del futuro sia condotta abbandonando i dogmi dell’ideologia per atterrare sul piano della concretezza: lavorare a favore e non contro.

Bellezza e qualità dei prodotti, esperienze vissute nelle comunità locali, azioni condotte per la coesione sociale, l’empatia che sposa la tecnologia… tutto si tiene per promuovere un modo di pensare e di creare che può garantire all’Italia un vantaggio competitivo. L’Italia che fa l’Italia – Realacci ne è convinto - può contribuire a realizzare un mondo più sicuro, civile e gentile.

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