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Il rischio informatico si batte
con il disaster recovery

La perdita totale o parziale dei dati può compromettere seriamente l'operatività dell'azienda. Da CRIF, leader nelle informazioni per il credito, una soluzione as-a-service per le piccole e medie imprese

Redazione Web
Il rischio informatico si batte con il disaster recovery

Carlo Romagnoli, senior director di Crif

Da oltre 30 anni CRIF è tra i player più importanti a livello globale nei servizi e soluzioni per il mondo bancario e finanziario, gestendo grandi volumi di informazioni. Garantire un servizio Business Critical con elevati livelli di affidabilità, con rischi minimi di interruzioni di servizio non programmate, rappresenta un prerequisito. Nell’ambito dei propri costanti investimenti in innovazione, CRIF Global Technologies - la divisione IT di CRIF - ha implementato internamente per tutte le società del gruppo un servizio di Disaster Recovery as-a-Service.

«Le informazioni per il credito sono un’area critica per la gestione dei dati. Un’eventuale interruzione dei nostri servizi può produrre blocchi parziali o totali nell’erogazione del credito da parte delle banche e società finanziarie nostri clienti, per i quali rappresentiamo un ‘fornitore critico’», spiega Carlo Romagnoli, Senior Director IT Infrastructure & Operations di CRIF.

Ben consapevole di questa responsabilità, CRIF ha sempre dedicato una grande attenzione alla continuità del servizio in tutte le sue forme e, in particolare, un’attenzione estrema alla gestione del dato. Strutturata per hub geograficamente dislocati nei vari continenti in cui CRIF opera, la divisione CRIF Global Technologies ha realizzato un servizio interno di Disaster Recovery as-a-Service che mette a fattor comune e capitalizza competenze e investimenti importanti.

In qualsiasi settore, la perdita parziale o totale dei propri dati può compromettere seriamente l’operatività di un’azienda, generare una crisi fino a causare la perdita totale del fatturato o un danno reputazionale compromettendo la fiducia dei clienti. Non sono rari purtroppo i casi di aziende che, non avendo predisposto un sistema di Disaster Recovery, una volta colpite da eventi disastrosi non sono state in grado di ripartire. «Per una Pmi realizzare un servizio così complesso è difficile sia per le limitate disponibilità di budget che per le necessarie competenze IT da internalizzare», continua Carlo Romagnoli. «Tenendo conto di queste esigenze, CRIF ha deciso di offrire anche alle imprese la propria soluzione di Disaster Recovery as-a-Service, forte delle competenze tecnologiche e manageriali acquisite in questi anni e della solida infrastruttura realizzata».

La soluzione di Disaster Recovery as-a-Service sviluppata da CRIF si basa su un Datacenter certificato Uptime Institute Tier IV in altissima affidabilità. Oltre al Datacenter, CRIF mette a disposizione l’infrastruttura di base: network, firewall, bilanciatori, connettività, server e storage, mentre al cliente rimane la responsabilità dei test di funzionalità delle proprie applicazioni. La soluzione CRIF si basa su più elementi caratteristici: iperconvergenza, software defined network, avanzate tecnologie di allineamento dei dati, adeguate qualità e quantità di banda. Ciascun ambiente di Disaster Recovery è isolato per poter garantire la necessaria segregazione.

L’efficacia di un completo Disaster Recovery impone inoltre di avere un Disaster Recovery Plan. Per fronteggiare una situazione di crisi è opportuno infatti definire la Governance e le procedure per attivare il Disaster Recovery. Le competenze manageriali e procedurali sono quanto mai imprescindibili.

www.crif.it

Per maggiori informazioni: infoglobaltechnologies@crif.com

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