Se Apple lancia l’iTunes dei giornali, c’è speranza per tutti

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Newspaper with tablet on wooden table

Il gratuitismo che ha ammazzato il business tradizionale della musica, sta aggredendo ora mortamente l’informazione professionale a pagamento perché la gente legge le news gratis sui social, così come quindici anni fa ascoltava gratis la musica su Napster.

Poi però il pubblico ha iniziato a stufarsi di dover sentire musiche gracchianti o stonate da file piratati e ha optato con favore per i servizi a pagamento, naturalmente modico, primo fra tutti quello lanciato da Apple con iTunes. Ora la casa della mela ci riprova entrando nel settore dei media e acquistando Texture, un servizio che permette agli abbonati di accedere a 200 riviste. I dettagli dell’operazione non sono stati resi noti; la società è controllata da un consorzio di editori e dal fondo di private equity KKR, che ci ha investito, nel 2015, 50 milioni di dollari.

Che stia iniziando una fase nuova in cui anche per le news, dpo tanto gratuitismo, inizierà la fase in cui si tornerà a pagare pur di non doversi sorbire tante bufale?

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