La macchina che “vede” se il prodotto è ok

Redazione Web
OPTO_illuminatore e ottica pericentrica 360° presentata all'AutomationTaipei all'inzio di settembre 2017 copia

Opto Engineering utilizza l’intelligenza artificiale per il controllo di qualità

Claudio Sedazzari, presidente di Opto Engineering, ha spiegato che alla base della sua creatura c’è perfino un pizzico di poesia. Albert, questo il nome della macchina che “impara da ciò che vede”, «riesci a farsi un’idea del concetto generalizzato di un alimento (magari una pizza), che si compone progressivamente nel tempo. Una volta appreso il concetto di base, gli sarà chiaro qual è il limite oltre il quale si eccede e si passa da un alimento che rientra nei canoni a uno che va invece scartato».

In un settore competitivo come l’ottica di precisione, Opto Engineering ha attuato una precisa strategia per mantenersi solida: «Abbiamo scelto una strada che ci piace – ha raccontato Sedazzari – cioè fare da acceleratori. Troviamo aziende, tipicamente italiane, che confinano con il nostro ecosistema che hanno fatto qualcosa di interessante nel mercato dell’imaging e, invece che acquisirle o contrattualizzarle, creiamo una sorta di joint venture. Mettiamo cioè insieme persone e strumenti e costruiamo qualcosa di nuovo. In questo modo otteniamo un moltiplicatore del potenziale, invece che una sommatoria. E questo lo facciamo senza strumenti finanziari esterni, ma utilizziamo il nostro cash flow».

I numeri danno ragione a Sedazzari: in Italia hanno il controllo di quattro società e le previsioni di crescita sono del 30%, dopo aver costantemente mantenuto un incremento tra il 15 e il 20%.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400