Se la Seat emigra da Torino

Redazione Web
Se la Seat emigra da Torino

Cosa succederà alla Seat nel giugno prossimo? E’ l’assillo dei sindacati di quella che fu. Una volta, la grande e possente aziende degli elenchi telefonici e che oggi è finita fra i trofei di caccia di Naguib Sawiris, il discusso miliardario egiziano copto che dopo essere stato padrone di Wind si è limitato, in Italia, a conservare il controllo di Italia On Line, holding che controlla Libero e Virgilio.

Alle domande sindacali, l’azienda – rivelano fonti vicine i sindacati -  l’azienda continua a prendere tempo. Nell’ultimo incontro, a novembre scorso, l’azienda ha asserito di voler aspettare il bilancio 2017. Intanto, i sindacati hanno continuato a sollecitare le istituzioni. L’ultimo incontro c’è stato a metà dicembre a livello locale tra il sindacato e il responsabile relazioni industriali e braccio destro dell’a.d.Fascetti Marco Melino, senza nessuna dichiarazione d'intenti sostanziale da parte dell'azienda.

Se da oggi a giugno 2018 l'azienda non fa niente di nuovo, i cassintegrati dovrebbero rientrare: la “cassa” è stata concessa per riorganizzazione aziendale, e si riterrebbe finita la riorganizzazione. Il sindacato teme che invece possa proclamare licenziamenti collettivi con una procedura di esuberi prima della scadenza di giugno (per legge, almeno 75 giorni prima  della scadenza  di giugno). Dal 76esimo giorno ha ancora 120 giorni per fare licenziamenti individuali, e in un simile scenario no sarebbero coinvolti solo i lavoratori in cassa ma molti di più: anche se per ora – va detto – l’azienda non si è mai espressa in tal senso.

Del resto, un'azienda in attivo che proclamasse licenziamenti collettivi si deve aspettare delle cause sindacali in merito. Un’altra strada che potrebbe adottare e che sarebbe molto meno controllabile (come accadde nel caso della controllata Consodata) sarebbe lo spostamento della sede di Torino a Milano. Mieterebbe sicuramente molte vittime "volontarie". Anche su questo rischio, e sulla connessa perdita di occupazione in Piemonte conseguente, il sindacato ha sensibilizzato le istituzioni locali.

Il trasferimento da Roma a Milano dei dipendenti Consodata di Roma ha fruttato all’azienda – si fa per dire - i 2/3 di buonuscite incentivate. Accettarono in 23: ma alla prossima scadenza del pagamento del residence a Milano da parte dell'azienda, i dimissionari Consodata aumenteranno (le spese di viaggio, vitto, alloggio, per gli stipendi normali sarebbero quasi equivalenti allo stipendio stesso).

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