Le valute virtuali e i punti fedeltà

Redazione Cognome
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Questo concetto innovativo, che si definisce ‘progress marketing’, si basa sull’analisi in tempo reale di grandi volumi di dati (big data) legati al “comportamento digitale” del consumatore-utente incrociati con i dati di acquisto; grazie a queste analisi, le aziende possono promuovere programmi ed iniziative estremamente personalizzate di ingaggio con la propria clientela, con l’obiettivo di migliorare la relazione e, in ultimo, aumentare le vendite.

Un segmento in forte crescita che il Gruppo ha saputo identificare e sviluppare, con l’obiettivo a divenire la realtà di riferimento, in Italia e all’estero, per quelle marche attente a catturare l’attenzione dei consumatori-utenti che desiderano trovare un rapporto diretto e interlocutorio con la marca scelta. Nasce dunque un nuovo paradigma di mercato, non semplicemente un modello più innovativo di quello esistente: la possibilità di mappare e dunque ricevere informazioni prima impensabili, sulle quali costruire comunicazioni specifiche ed in tempo reale con l’obiettivo di sostenere azioni virtuose e di acquisto su specifici consumatori.

Advice nasce nel 2006 dall’idea imprenditoriale di Fulvio Furbatto e Riccardo Barbieri, oggi rispettivamente Chief Executive Offcer e Chief Operation Officer della società. Entrambi torinesi ed esperti nelle dinamiche di fidelizzazione e relazione tra consumatori-utenti, intuiscono le potenzialità del digitale applicate alle tradizionali e molto diffuse raccolte punti cartacee, realizzando la prima digital collection in Europa.

Il concetto di virtual currency nella loyalty non è una novità (se ne parla dai tempi dei Bitcoin), ma non ha mai trovato piena applicazione. Ora, l’apertura di un mercato azionario dedicato esclusivamente ai loyalty programme punta un riflettore sul settore, donandogli nuovo valore e rivoluzionando ulteriormente il paradigma del vecchio bollino cartaceo.

Analizzando le partnership tra compagnie aeree e banche in Nord e Sud America, si trova un’applicazione vincente della virtual currency. Possedere una carta di credito brandizzata col logo di una compagnia aerea significa guadagnare “miglia” ad ogni transazione effettuata presso i partner convenzionati, oltre che, ovviamente, acquistando biglietti aerei. Recentemente i maggiori operatori di volo hanno dichiarato che la vendita di miglia alle banche rappresenta un mercato parallelo che frutta il 50% in più rispetto al core business tradizionale (vendita di biglietti, trasporto bagagli, etc). Sta emergendo, quindi, un nuovo valore monetario nella loyalty, che verrà abbracciato anche dalle aziende. Un esempio virtuoso è Burger King che poche settimana fa ha lanciato in Russia i Whopper Coin, nuova virtual currency che permette di premiare il consumatore ad ogni acquisto di Whopper (panini). L’utente può utilizzare i coins accumulati per acquistare altri burger, può regalarli agli amici o venderli on-line.

Secondo Deloitte il futuro dei programmi di loyalty potrebbe risiedere in un sistema unificato di emissione e transazione di monete virtuali tramite blockchain, che potranno essere utilizzate da tutti i player per premiare i consumatori all’interno dei propri programmi fedeltà. Blockchain è la parola calda del momento: si tratta di un database strutturato in blocchi (Block) o nodi di rete che sono tra loro collegati (Chain) in modo che ogni transazione avviata sulla rete sia validata dalla rete stessa. In estrema sintesi la Blockchain è rappresentata da una catena di blocchi che contengono e gestiscono più transazioni.

In Italia, alcune aziende hanno già approfittato dei vantaggi portati dalla virtual currency, soprattutto in ambito rewards, tra cui la smaterializzazione dei costi logistici e di stock dei premi fisici. Sammontana, Parmareggio, Peroni, Itas e Mukki utilizzano nei loro programmi di loyalty una moneta virtuale, chiamata MyPrize coin. Per ogni azione realizzata nel programma fedeltà l’utente guadagna punti che vengono convertiti in monete virtuali da spendere all’interno di un e-commerce dedicato, che accetta solo l’utilizzo di MyPrize coin. Nel catalogo il consumatore può scegliere tra più di 5mila rewards, può decidere di donare i coins ad una associazione charity o trasferirli ad un amico, come avviene nel microcredito.

Oltre all’utilizzo all’interno dei programmi di loyalty, le piattaforme di digital rewards come My Prize possono servire anche come strumento di welfare aziendale per premiare i dipendenti. Una gift card My Prize, infatti, diventa a tutti gli effetti un voucher cumulativo attraverso il quale il dipendente può comporre il proprio premio aziendale, attraverso beni e servizi offerti come benefit dall’azienda.

 

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