Castelli, il "pazzo scatenato" che ha salvato Expo. E i ricavi sono esplosi

Marco Scotti
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L'azienda bolognese è riuscita a ultimare i lavori del Padiglione Italia in soli 54 giorni. Grazie a una squadra affiata e un capo smart. E poi è riuscita a crescere ancora, grazie anche al 5% dei ricavi destinati alla ricerca

Hanno realizzato l’intero Padiglione Italia, dagli allestimenti fissi a quelli mobili, oltre all’impianto elettrico e a quello audiovideo, in 54 giorni e 54 notti. Parliamo di Paolo Castelli S.p.A., un’azienda italiana attiva nel settore del general contracting e del design, che gestisce grandi e piccoli progetti chiavi in mano in tutto il mondo. La realizzazione del Padiglione Italia ha richiesto 20 persone operative tutti i giorni all’interno dell’azienda. A queste vanno aggiunte altri 200 al giorno, in cantiere o fuori dal cantiere, che sono arrivati attraverso i fornitori. «Ok, abbiamo finito!« hanno potuto gridare alle 11.00 del 1° maggio. Un’ora dopo, il premier Renzi inaugurava ufficialmente l’Esposizione Universale.

«E’ stata una battaglia all’ultimo sangue – dichiara il titolare, Paolo Castelli – ora speriamo solo che ci sia la stessa premura che ci è stata richiesta quando si parlerà dei pagamenti. Va dato merito a Diana Bracco e Giuseppe Sala di averci sempre supportati e di essere venuti a trovarci in cantiere anche all’1 di notte».

Ma Castelli non ha intenzione di fermarsi. Si definisce “un pazzo scatenato”, ma sa bene che è grazie a quel pizzico di follia che è stato possibile terminare tutto in tempo. Altrimenti, il Padiglione Italia non sarebbe mai stato completato in tempo, con conseguente figura barbina in diretta planetaria. Ora, terminata questa fatica di Sisifo, Paolo Castelli è pronto a lanciarsi in nuove sfide, anche se al momento non ci sono gare d’appalto cui partecipare. «Ed è un peccato – aggiunge Castelli – perché al nostro livello si acquisiscono requisiti che ti permettono di partecipare a gare molto qualificate ed elevate».

La sua azienda è un piccolo gioiello, che prevede di incrementare il fatturato, rispetto all’anno scorso, del 53%, passando da quasi 23 a circa 35 milioni di euro. Le principali commesse in essere riguardano il settore navale, quello del retail e il contract. Attualmente è quest’ultimo il più redditizio, producendo circa il 60% degli utili. Il navale costituisce circa il 30% del totale, dopo aver incamerato una maxi-commessa triennale con Fincantieri. Inoltre stanno realizzando uno show-room monomarca a Londra con un partner prestigioso. C’è un’altra bellissima anomalia che caratterizza il business della Paolo Castelli S.p.A.: investe circa il 5% degli utili in ricerca e sviluppo, concentrandosi sia sulla forza lavoro, sia sul software e le macchine. Dall’inizio dell’anno sono state assunte 15 nuove persone, portando il totale degli occupati a quota 120, un aumento incredibile se si pensa che nel 2016 i dipendenti erano 45. Le assunzioni sono state realizzate attraverso il Jobs-Act, ma poi i nuovi impiegati sono rimasti in azienda, perché nel frattempo sono state incamerate nuove commesse.

La storia della Paolo Castelli S.p.A. merita di essere raccontata. Nel 1887 Ettore Castelli apre un’ebanisteria artigianale a Bologna, una bottega che si concentra sul “saper fare”. Nel corso del secolo scorso la Castelli riesce ad adattarsi ai cambiamenti dei tempi e delle monde, mantenendo intatto il know-how. Nel 1994 il pronipote di Ettore, Paolo (un giovanotto neo-laureato), si lancia con passione in una nuova sfida: rilanciare la Modular, azienda di famiglia che produce tendaggi e che non riesce più a performare. Castelli riesce a riportare il segno “+” in bilancio e, nel 2011, dalla fusione con Domodinamica, specializzata in arredi e design, crea la Paolo Castelli S.p.A., azienda che si occupa di design e di grandi progetti gestiti da general contractor.

Come detto, le aree di specializzazione sono tre: contract, retail e navale. Tra i principali progetti di contract il Grand Hotel Bilià di Saint Vincent, Le Gallerie d’Italia di Milano, l’Hotel Mandarin Oriental di Milano e l’allestimento degli interni delle tre stazioni funiviarie di Nuove Funivie Monte Bianco. Tra i prodotti icona del settore retail la poltrona CALLA, il divano MORFEO, lo sgabello VITESSE, la libreria AUTUM. Durante il Salone del Mobile 2012, infine, viene presentata la collezione “Inspiration”, che si rifà al gusto di grandi architetti del calibro di Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Van Der Rohe, Gio Ponti, Carlo Scarpa.

Infine - in collaborazione con la Bologna Design Week che si è svolta all’ombra delle Due Torri dal 26 al 30 settembre scorsi - è stata organizzata la prima edizione del concorso fotografico “Cathedrals of Light”, un contest nato per omaggiare, attraverso la luce, le architetture della città di Bologna. Il concorso è stato organizzato a conferma dell’interesse dell’azienda per lo sviluppo e la promozione della cultura nella città di Bologna. Cathedrals of Light è stato dedicato a fotografi amatoriali e professionisti di ogni nazionalità, con l’obiettivo di permettere ai partecipanti di offrire il loro personale punto di vista sul capoluogo emiliano. Scopo del concorso, quindi, è quello di analizzare e documentare la relazione tra la luce, naturale o artificiale, e i luoghi – noti e non – della città. Così, i protagonisti sono diventati monumenti religiosi e laici, edifici di ogni epoca, scorci particolari, architetture affascinanti.

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