Trovare lavoro? È un gioco da ragazzi con Sorgenia e Laborplay

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Da Jung a SuperMario, il gioco come strumento per analizzare le soft skills

Oggi i talenti tra i Millennials si individuano in modo diverso. Non più colloqui formali in sala riunioni, ma tornei di videogame dinamici in open space per far emergere le qualità uniche dei candidati e trovare loro una collocazione nelle aziende in cui la parola d’ordine è, sempre più, digitalizzazione. È questa l’idea di Sorgenia, la digital energy company che propone ai propri clienti un’offerta di luce e gas solo digitale, per un rapporto diretto e senza mediazioni. In linea con questo approccio, e considerando che in Italia circa 25 milioni di persone trascorrono parte del proprio tempo giocando con i videogiochi, Sorgenia ha organizzato con gli psicologi del lavoro di Laborplay una selezione basata sulla gamification – l’utilizzo di dinamiche di gioco in contesti di business - che a Milano ha coinvolto sessanta partecipanti, con l’obiettivo di selezionarne venti da inserire in azienda con un contratto di stage, finalizzato poi all’assunzione.

Nel corso della giornata di selezione, sei squadre si sono sfidate a rotazione su sei diversi tavoli collegati ciascuno a un gioco, sotto gli occhi di due psicologi per squadra che hanno valutato in tempo reale le performance dei singoli all’interno del gruppo. Oggetto del giudizio, la prestazione sul gioco e quella personale in termini di soft skills.

Nella fase di pre-selezione, Sorgenia ha ricevuto circa mille curricula; sono stati selezionati dapprima duecento candidati, sulla base delle facoltà di appartenenza e del voto di laurea conseguito (facoltà di Ingegneria, Matematica, Statistica ed Economia con voto finale superiore a 102). A loro è stato inviato #PlayYourTest, lo strumento sviluppato e validato scientificamente da Laborplay per la valutazione delle soft skill a partire dall’analisi di preferenze e abitudini di gioco. Questo assessment ha consentito di stilare un ranking dei candidati, in base alle soft skill di ciascuno, incrociate con quelle identificate da Sorgenia come rilevanti per l’azienda. I primi sessanta sono stati invitati a partecipare all’evento #YourNextJob in cui sono stati chiamati a giocare ai videogame, esercitare le proprie abilità cognitive e risolvere quesiti logico deduttivi.

“Per chi, come Sorgenia, si rivolge a consumatori abituati a gestire servizi e acquisti completamente online, è fondamentale identificare giovani talenti che siano perfettamente aderenti al target con il quali parliamo – ha commentato Alberto Bigi, Chief of Innovation & Development di Sorgenia. Questo evento ci permette, attraverso l’innovativa modalità messa a punto da Laborplay, di entrare in contatto con ragazzi che hanno le caratteristiche e competenze che stiamo cercando e consente loro di toccare con mano il nostro approccio al mondo del lavoro che per noi è digitale, innovativo, proattivo e di squadra”.

“Il gioco è un potente strumento funzionale: ci consente di sperimentare azioni e comportamenti per il futuro e di esprimere a pieno e a qualsiasi età la nostra personalità, senza maschere né mediazioni – ha aggiunto Andrea Mancini, Managing Partner di Laborplay. Il videogioco rappresenta oggi un codice sociologico sempre più diffuso e condiviso, fondamentale per comprendere e valutare il continuo apprendimento di competenze trasversali e soft skills”.

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