SOSTENIBILITà

La piattaforma della green economy

Gli operatori professionali interessati a cogliere le simbiosi industriali intersettoriali della green e circular economy si danno appuntamento dal 5 all'8 novembre a Rimini per la 23ma edizione di Ecomondo

Davide Passoni
La piattaforma della green economy

Gli antichi greci, probabilmente, non lo sapevano, ma quello che era per loro un paradigma di virtù e perfezione non solo morale, sarebbe diventato nel Terzo Millennio una nuova e potentissima leva di business. καλὸς καὶ ἀγαθός, kalòs kai agathòs, letteralmente “bello e buono”: così allora si definiva una persona bella non solo per il suo aspetto fisico, ma anche per la piacevolezza connessa al suo comportamento morale. Qualcosa di simile a ciò che oggi, nel mondo dell’impresa, distingue le cosiddette, B Corp, aziende la cui attività economica crea un impatto positivo su persone e ambiente, mentre genera profitto. Un obiettivo raggiunto lavorando in maniera responsabile, sostenibile e trasparente, perseguendo uno scopo più alto del mero guadagno. Aziende belle perché sane, buone perché hanno capito che la sostenibilità e l’economia circolare non sono più solo medaglie da appuntarsi sul petto, ma discriminanti sempre più forti che incidono su successo e fatturato. Un appuntamento fondamentale per le imprese che si riconoscono in questo approccio al business è Ecomondo 2019, che da martedì 5 a venerdì 8 novembre al quartiere fieristico di Rimini fa incontrare gli operatori professionali interessati a cogliere le simbiosi industriali intersettoriali della green e circular economy. Ecomondo, curato da Italian Exhibition Group, è leader europeo per l’economia circolare e incubatore di innovazione per le imprese verso il nuovo modello di business; negli anni (questa è la 23esima edizione) ha assunto il ruolo di piattaforma dalla quale emergono indirizzi utili a legiferare, gestire e progettare i territori, e soprattutto al fare impresa in funzione della green economy.

La bioeconomia circolare mette in primo piano le norme Ue che mirano a limitare ed eliminare i prodotti di plastica monouso

Quattro settori, un solo obiettivo

L’edizione 2019 di Ecomondo si sviluppa su quattro macroaree. Un focus particolare è dedicato alla tecnologia innovativa per la gestione integrata e la valorizzazione dei materiali, a favore dell’efficienza dei processi di lavorazione. Una tematica estremamente strategica e attuale per le aziende, soprattutto alla luce dell’approvazione da parte dell’Ue del Pacchetto sull’Economia Circolare, con il successivo recepimento a livello nazionale; un passaggio che offre alle imprese del recupero e del riciclo l’occasione di affrontare la sfida dell’evoluzione e della trasformazione dal riciclo di rifiuti tipici di un’economia lineare a un sistema compiuto di economia circolare. Il “modello Italia”, su questo fronte, è all’avanguardia. Come evidenziano i dati del Conai (il Consorzio Nazionale Imballaggi), nel 2018 l’80,6% dei rifiuti di imballaggio - pari a 10,7 milioni di tonnellate - è stato recuperato, con una percentuale di riciclo che sfiora il 70%. Per la Bioeconomia circolare sono invece in primo piano le norme Ue che mirano a limitare ed eliminare i prodotti di plastica monouso. Un problema sempre più sentito e messo in evidenza a livello globale da governi, informazione e social media, che è anche un importante stimolo all’innovazione per le imprese delle bioplastiche, in grado di rafforzare la competitività nel mercato mondiale dei prodotti sostenibili, già in piena espansione. Ecomondo in questi anni ha visto protagoniste prima le case histories, poi i progetti e i risultati raggiunti da imprese italiane all’avanguardia nel mondo. La leadership delle nostre aziende nelle bioplastiche biodegradabili e compostabili ha garantito la possibilità di ripensare un prodotto critico per l’ambiente, senza demonizzarlo. Altro macrosettore espositivo è quello delle bonifiche dei siti contaminati e la conseguente loro riqualificazione, che vede partecipare i principali attori del settore: aziende che operano nelle attività di decommissioning, per il riutilizzo dei cosiddetti brownfield (i terreni dismessi e precedentemente sviluppati che non sono attualmente in uso, contaminati o meno), delle aree industriali dismesse, dei quartieri degradati e abbandonati il cui risanamento e riutilizzo rappresenta oggi una grande sfida, non solo a livello urbanistico. In quest’ambito debutta a Ecomondo 2019 il nuovo settore sul rischio idrogeologico, dedicato a sistemi e soluzioni di prevenzione e ai principali rischi climatici, quali le inondazioni e l’erosione delle coste, anch’essi drammaticamente attuali. Infine, raddoppia la superficie espositiva dell’area dedicata al ciclo integrato delle acque, la Global Water Expo, in collaborazione con Utilitalia: sono protagoniste le imprese della filiera del percorso idrico, dalla captazione alla restituzione all’ambiente. 

Verso un ecosistema globale

La necessità per le imprese dell’economia circolare di proseguire la propria spinta all’innovazione, nella direzione di un business etico e sostenibile, è chiara nella visione che ha di Ecomondo Patrizia Cecchi, Direttore Fiere Italia di Italian Exhibition Group: «Ecomondo è una grande piattaforma business, un hub in cui presentare il meglio dell’innovazione che ci guidi verso un’economia sempre più sostenibile. Ecco perché in contemporanea si tengono Key Energy per il mondo delle energie rinnovabili e, quest’anno, anche il biennale Sal.Ve, Salone del Veicolo Ecologico. Ospitiamo inoltre l’annuale appuntamento degli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio nazionale della green economy, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico per un’analisi e un aggiornamento sui temi economici e normativi più attuali e cruciali. Direi, in generale, che la fiera è già proiettata su orizzonti nuovi e fortemente internazionali. La circular economy è al centro della manifestazione da anni, ora la sfida nuova riguarda la creazione di un ecosistema globale, che passa dal ridisegno di tutti i processi di produzione. Una sfida appassionante».

Enea ha siglato con Italian Exhibition Group un accordo di collaborazione triennale per l'economia circolare

L’unione fa… l’accordo

Per affrontare la sfida tanto cara a Patrizia Cecchi, Ecomondo ha da quest’anno una freccia in più al proprio arco. Lo scorso settembre, i presidenti dell’Enea, Federico Testa e di Italian Exhibition Group (Ieg), Lorenzo Cagnoni, hanno sottoscritto un accordo triennale di collaborazione per l’economia circolare, le fonti rinnovabili, la mobilità sostenibile e le smart cities e in eventuali altri settori d’interesse. L’accordo rinnova e amplia la precedente intesa nell’ambito di Ecomondo - Key Energy, la piattaforma di riferimento internazionale per imprese e operatori dei settori ambiente, energia ed efficienza energetica. In particolare, Enea fornirà supporto a Ieg nella definizione di contenuti tecnici innovativi, nel trasferimento dell’innovazione, nella promozione delle tematiche della sostenibilità, ma anche nella formazione e aggiornamento professionale per industrie, Pmi e operatori e in attività di informazione e comunicazione. Un accordo i cui effetti si vedono già nell’evento riminese; Enea mette infatti a disposizione i propri Knowledge Exchange Officer (Keo), ossia ricercatori specializzati nel trasferimento di soluzioni innovative alle imprese, e illustra i servizi previsti dal Knowledge Exchange Program sviluppato in collaborazione con Cna, Confapi, Confartigianato, Confindustria e Unioncamere.  

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