La trasformazione digitale come motore dell'export: un vantaggio da 178 miliardi

Alkemy stima che insieme alle piattaforme di e-commerce, se si incentivassero le esportazioni con strumenti tecnologicamente avanzati si potrebbe guadagnare l'8,5% in più di pil

Redazione Web
Parola d’ordine: la crescita è nell’export. Troviamola così

Trasformazione digitale e piattaforme di e-commerce per stimolare l’export: sono questi gli ingredienti da cui ripartire per stimolare la nostra economia. A mostrarlo è un dato calcolato dall’Osservatorio di Alkemy, società specializzata in digital transformation delle imprese. Secondo le stime di Alkemy, infatti, se le nostre imprese investissero in piattaforme e-commerce e in strategie/strumenti digitali in grado di promuovere i loro prodotti sui market place internazionali, l’Italia riuscirebbe a diminuire il gap che la separa da altri Paesi europei, con un incremento del fatturato export in Italia di circa 178 miliardi, che corrisponde all’8,5% del nostro PIL.

Ad oggi l’incidenza delle esportazioni italiane sul PIL è pari al 32%, un dato molto inferiore rispetto alla media europea del 49% (dati Eurostat). Il gap è conseguenza del fatto che il tessuto economico italiano è composto per la maggior parte da piccole imprese, per le quali vendere al di fuori del proprio territorio nazionale è spesso complesso e costoso.

Come aiutare dunque le Pmi italiane ad esportare?

Uno dei fattori cruciali che potrebbe entrare in gioco è sicuramente la digitalizzazione dei processi di vendita, ovvero le piattaforme di e-commerce che aiutano le imprese a scavalcare i confini nazionali.

E in questo il Recovery Fund potrebbe venire in aiuto visto che, secondo le linee guida pubblicate dalla Commissione Europea, il 20% dei fondi dovrà essere dedicato alla transizione digitale, che implica che solo in Italia oltre 35 miliardi di euro dovranno essere impiegati nella digital transformation.

Ma le piattaforme e-commerce non bastano. Una volta che l’impresa si è dotata della piattaforma digitale, infatti, ha bisogno che i suoi prodotti vengano visti nel mare magnum dei market place internazionali come Amazon o Alibaba.  E’ indispensabile quindi trovare le strategie più efficaci non solo per rendere visibili i prodotti ma anche per trasferirne il valore, la qualità del Made in Italy, motivando anche i prezzi, spesso più elevati perché la qualità è più elevata.

In questo contesto, il ruolo di innovativi strumenti e tecniche digitali risulta essere il valore aggiunto in grado di dare non solo la giusta visibilità, ma anche il giusto vantaggio competitivo alle nostre aziende. 

L’osservatorio di Alkemy ha calcolato per difetto che, stimando di colmare solo la metà del gap del fatturato export rispetto alla media europea, si genererebbe un incremento di circa 178,5 miliardi, ossia l’8,5% del PIL.

E’ questa la vera occasione che ha l’Italia per ridurre il gap che ci separa dagli altri paesi europei: in particolare la trasformazione digitale di tutti i processi aziendali e della gestione dei clienti è il vero strumento per stimolare le PMI a crescere e aumentare la quota di fatturato all’estero.

 

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