L'Oms lancia l'allarme: "Senza misure rischiamo cinque volte i morti di aprile"

Ma poi si contraddice: "Siamo preoccupati ma la situazione non è come quella di marzo"

Redazione Web
L'Oms lancia un nuovo avvertimento: "La pandemia di Covid non sarà l'ultima"

È tornato l'Oms che dice tutto e il contrario di tutto. Prima parla delle proiezioni sulla corsa del virus in Europa, spiegando che "non sono ottimistiche. Questi modelli indicano che politiche rilassate prolungate potrebbero spingere, entro gennaio 2021, la mortalità giornaliera a livelli da 4 a 5 volte superiori a quanto registrato ad aprile". L'allarme arriva dal direttore della Regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità Hans Kluge, che però aggiunge: "Gli stessi modelli mostrano che misure semplici come, ad esempio, indossare mascherine in modo sistematico (ad un tasso del 95%, contro meno del 60% che vediamo oggi) insieme allo stretto controllo degli assembramenti, sia in spazi pubblici che privati, può salvare fino a 281.000 vite entro il 1 febbraio nei nostri 53 Stati membri". Lo riporta Adnkronos. 

"In scenari proporzionalmente più rigorosi - aggiunge il direttore dell'Oms Europa - il modello è molto più ottimistico, con livelli di morbilità e mortalità leggermente più alti rispetto alla prima ondata ma con una pendenza inferiore, come se dovessimo aspettarci un rigonfiamento più alto e più lungo invece di un picco, dandoci così più tempo di reazione. Queste proiezioni non fanno altro che confermare ciò che abbiamo sempre detto: la pandemia non invertirà il suo corso da sola, ma lo faremo noi", ha concluso.

Ma poco prima aveva detto l'esatto opposto. "Più che mai questi sono tempi di pandemia per l'Europa. Ma tempi di pandemia non significano necessariamente 'tempi bui'". Lo ha detto oggi in conferenza stampa Hans Kluge, direttore regionale dell'Oms per l'Europa. "L'impennata dell'autunno-inverno continua a manifestarsi in Europa con aumenti esponenziali dei casi giornalieri e aumenti percentuali corrispondenti nelle morti. L'evoluzione della situazione epidemiologica desta grande preoccupazione: il numero giornaliero di casi è aumentato, come pure i ricoveri. Covid-19 è ora la quinta causa di morte e la 'barra' dei 1000 morti al giorno è stata raggiunta. Significa che siamo di nuovo a metà marzo? No - ha assicurato Kluge - non ci siamo".

La Regione europea ha inoltre registrato "la più alta incidenza settimanale di casi di Covid-19 dall'inizio della pandemia, con quasi 700.000 positivi segnalati. "I casi confermati hanno ora superato i 7 milioni, passando da 6 a 7 milioni in soli 10 giorni. Durante il fine settimana sono stati raggiunti nuovi record con totali giornalieri che hanno superato per la prima volta i 120.000 casi, sia il 9 che il 10 ottobre", ha rilevato Kluge.

"Sebbene registriamo da 2 a 3 volte più casi al giorno rispetto al picco di aprile, osserviamo ancora 5 volte meno morti. Il tempo di raddoppio dei ricoveri ospedalieri è ancora da 2 a 3 volte più lungo. Nel frattempo, il virus non è cambiato: non è diventato né più né meno pericoloso", ha sottolineato l'esperto. "Ci sono ragioni tecniche per osservare tassi più elevati di contagi giornalieri - ha spiegato - una è certamente il numero di test eseguiti, con tassi di esami ancora più elevati tra le età più giovani. E ci sono ragioni per" spiegare "una minore mortalità, che includono la più alta quota di trasmissione tra i giovani meno vulnerabili, che hanno una migliore capacità di affrontare anche le forme gravi e di evitare un esito fatale. Queste cifre - sottolinea Kluge - dicono che il rimbalzo della curva epidemiologica è più alto, ma la pendenza è più bassa e per ora meno fatale. Ma ha il potenziale di peggiorare drasticamente, se la malattia si diffonderà di nuovo nelle coorti di età più avanzata, in seguito a contatti" con i più giovani.

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