Sostenibilità, il paradigma ineludibile per riuscire a salvare il nostro pianeta

Un convegno di Economy Group e Liuc pone l'accento sull'importanza dell'economia circolare come unico rimedio all'aumento inesorabile delle temperature

Marco Scotti
Le opportunità dell'economia circolare? Sono tra i titoli azionari

«L’economia varesina o diventerà circolare o non sarà: chi non segue questa direzione è destinato a scomparire dai modelli di sviluppo locali e internazionali. Ce lo impone il mercato». Parole e musica di Roberto Grassi che ha così commentato durante il suo intervento al primo appuntamento di Circular Economy. Si tratta di un ciclo di incontri in modalità mista (in presenza e in diretta streaming), organizzata da Economy Group e dall’università Liuc, che fino alla fine del 2021 analizzerà grazie a esponenti delle istituzioni, della ricerca e dell’imprenditoria l’enorme tema della sostenibilità. Il primo appuntamento, moderato dal direttore Sergio Luciano, si è svolto a Castellanza nella sede dell’ateneo Liuc. E non sono mancati gli spunti, dal momento che per Grassi «le nuove norme nazionali e internazionali ci impongono di abbracciare la rivoluzione green. Le risorse che si metteranno in campo saranno non tanto per noi, ma soprattutto per i nostri figli. Varese è da tempo attiva in questa sfida che ci vede ormai pronti».

Come detto, un ruolo fondamentale lo gioca l’istruzione. Ne è convinta anche Raffaella Manzini, direttore della scuola di ingegneria della Liuc, che ha affermato come sia necessario interessarsi a questo tema «anche per la gestione dei percorsi formativi, affinché diventi un topi attraente per gli studenti. Abbiamo fatto rete con le altre scuole di ingegneria in Italia e all’estero e stiamo adottando un approccio “embedded”, cioè inserendo il tema della sostenibilità all’interno dei corsi caratterizzanti». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il rettore della Liuc, Federico Visconti, che ha invitato a creare un «collegamento tra economia circolare e raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Anche l’università deve essere sostenibile».

Chi, a buon diritto, può dirsi un esperto delle tematiche ambientali e green è il professor Franco Ferrario, docente di gestione dei processi di cambiamento al Politecnico di Milano. Durante il suo intervento, Ferrario ha ricordato che «la sostenibilità sarà il trend più significativo dei prossimi 20-30 anni. L’andamento della temperatura del pianeta dal 1884 al 2019 dimostra chiaramente che, dopo un periodo “ondivago”, dagli anni ’80 del secolo scorso si è vista una crescita significativa delle temperature, specialmente in Antartide. D’altronde, il tema non è nuovo: nel 1970 il Club di Roma aveva commissionato al Mit una ricerca sulla sostenibilità di lungo periodo del nostro modello economico, giungendo alla conclusione che saremmo “andati a sbattere”. E poi via via, dal Protocollo di Kyoto al Cop 24, abbiamo continuato a lanciare allarmi, ma non abbiamo saputo bilanciare adeguatamente crescita e sostenibilità. In Italia stiamo ancora riducendo le emissioni, ma generiamo ancora 8 tonnellate pro-capite di CO2, mentre la media mondiale è di 4,8 e la Cina è a poco meno di 7 tonnellate. Certo, abbiamo fatto molto di più di Usa e paesi arabi, ma gli scienziati ci dicono che per mantenere l’incremento della temperatura entro 1,5 gradi dobbiamo azzerare la produzione di Co2 entro il 2040. Se riusciremo a invertire la rotta sarà perché avremo realizzato una rivoluzione come quella agricola o industriale».

Infine, da notare come Filomena Maggino, presidente della cabina di regia di Benessere Italia, abbia voluto porre l’accento su come si possa costruire una struttura che consenta di inserire il tema del benessere nell’operato di un governo. Si tratta ovviamente di un tema molto complesso che riguarda tutti i dicasteri. «La nostra cabina di regia – ha spiegato – affianca i ministeri ai principali istituti pubblici di ricerca. Ci relazioniamo anche con i comuni e le regioni, sempre in ossequio all’agenda 2030. Questa struttura è stata istituita nel febbraio del 2019 e, dopo un anno, siamo arrivati a stilare cinque linee guida: rigenerazione equa e sostenibile dei territori; transizione energetica; mobilità e coesione territoriale; economia circolare; qualità della vita. L’economia circolare consente la ripartenza del paese, ma non si tratta soltanto di un efficientamento sostenibile e rispettoso dell’ambiente, ma deve essere anche una riflessione rispetto a che cosa veramente produciamo: dà benessere ai cittadini?».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400