Il Ministero dell'Ambiente dichiara (ancora) guerra al diesel

Pronta una nuova accisa che porterebbe il costo del gasolio a superare quello della benzina. E la logistica?

Marco Scotti
Solita storia, il petrolio precipita e la benzina resta cara

La crociata contro il diesel era già iniziata in tempi non sospetti, con la scelta - de facto - di eliminarli dalla possibilità di circolare liberamente nelle città. Poi, con gli incentivi per le vetture meno inquinanti che avevano assolto il gasolio, nonostante inquini meno nella sua forma più evoluta rispetto alla benzina. Infine, con l'avvento del Coronavirus, si è deciso di far pagare un "obolo" a chi ha vetture a gasolio. Ma attenzione, tendenzialmente chi usa il diesel è perché garantisce consumi minori e maggiore durata del motore. Tradotto, agenti di commercio, camionisti, settori interi della logistica.

Ora, ammesso che l'elettrico inquina molto meno - ma rimane l'annoso problema delle batterie - diventa difficile capire perché si sia scelto di accanirsi contro il diesel, tanto da decidere di lanciare un sondaggio online per capire se gli italiani sarebbero favorevoli a 5 miliardi di extra-costi scaricati proprio sul gasolio, facendolo diventare più caro della benzina. La proposta del Ministero avrebbe pure un senso se nel frattempo si decidesse di spingere per davvero su una transizione verso veicoli meno inqinanti.

Alcuni Paesi del nord (che hanno però una popolazione decisamente inferiore alla nostra) lo stanno già facendo. Ma chi lo spiega alle migliaia di imprese che operano nella logistica che dall'oggi al domani dovranno cambiare i camion perché altrimenti si abbatterà su di loro un'autentica stangata?

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