Löwengrube, le bierstube
che parlano italiano

Il brand avviato da Pietro Nicastro e Monica Fantoni nel 2005 oggi conta 22 locali che danno lavoro a circa 350 persone. Una storia di successo che è diventata anche un romanzo

Marina Marinetti
Löwengrube, le bierstube che parlano italiano

Provate a offrire a un toscano stinco e birra anziché vino e chianina. Se avete paura che vi mandi "al licit", cioè in bagno, come si usa dire dalle parti di Firenze, forse non conoscete la storia di Löwengrube, che, a dispetto del nome tedesco, è l'italianissima catena fondata quindici anni fa da Pietro Nicastro, classe 1975 (e già a 19 anni aprì il primo locale in provincia di Firenze), e Monica Fantoni, che, folgorati da un viaggio a Monaco di Baviera, nel 2005 importarono in Italia il modello della bierstube, la tipica birreria bavarese, aprendone una a Limite sull’Arno, tra le dolci colline del Montalbano, a pochi chilometri da Firenze. Sembra un azzardo, ma l’idea piacque così tanto che dopo una decina d’anni ne nacque un modello replicabile in franchising: dal 2014 al 2020 Pietro e Monica hanno trovato in tutta Italia altri imprenditori che hanno creduto nel loro progetto e hanno aperto con loro altri 21 locali che diffondono la cultura gastronomica bavarese nelle stube collocate nei punti più trafficati di grandi città, nei klein all’interno di aeroporti, stazioni, centri commerciali, nei wagen da street food all’interno dei più noti outlet. È una storia di successo, osservata con attenzione dagli esperti nazionali e internazionali di franchising, un piccolo miracolo all’italiana arrivato a dare lavoro a circa 350 persone tra Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Marche, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Con oltre 205mila litri di birra serviti e oltre 550mila coperti nel 2018, la catena di ristorazione registra ormai tassi di crescita a tre cifre. E, competendo con player italiani molto più grandi o addirittura multinazionali, il format ha già raggiunto importanti traguardi: oltre a collaborare con prestigiosi partner, ha ottenuto nel 2019 il Food Service Award per la categoria “Ristorazione a Tema” e il Retail Award “Best Talent In Store”. I progetti di sviluppo prevedono l’apertura di 10 nuovi punti vendita in Italia entro il 2020 e di esportare presto il brand in Spagna, Francia ed Europa dell’Est. L’headquarter della rete in franchising (franchisinglowengrube.it) ha sede a Limite sull’Arno, proprio sopra i locali che ospitano la prima birreria.

Pietro Nicastro

Certo, a prima vista di italiano c'è ben poco: entrando in un locale Löwengrube Original Münchner Bierstube si viene catapultati a centinaia di chilometri di distanza: dalla calda accoglienza all’atmosfera curata nei minimi dettagli, dai costumi bavaresi del personale (lederhosen per gli uomini e dirndl per le donne) alle musiche, l’esperienza colpisce tutti i sensi, per viverne il culmine con il cibo e la birra. L’imprinting della proprietà italiana, con il culto tricolore del cibo, garantisce un approccio rigoroso alla ricerca di materie prime di qualità, come lo speck Igp, wurstel e stinco Made in Alto Adige, prodotti da un salumificio di tradizione famigliare. I piatti sono accompagnati dalle migliori birre bavaresi, come i grandi marchi degli storici birrifici Löwenbräu, Spaten e Franziskaner. L’obiettivo, fin dall’apertura di questo primo locale in Toscana, è di garantire agli Italiani un luogo in cui è possibile vivere sempre, tutto l’anno, senza spostarsi, l’atmosfera di uno dei festival più amati: l’Oktoberfest. Tutto ruota attorno alla birra, spillata rigorosamente con la tecnica tedesca, secondo la tradizione, in tre colpi, con un procedimento che dura circa 7 minuti e che permette di eliminare l’eccesso di anidride carbonica, ottenendo il caratteristico cappello di schiuma, fondamentale per conservare aroma, fragranza e leggerezza della bevanda. Il menu Löwengrube, poi, offre i prodotti iconici delle tavole bavaresi e alto-atesine, cucinati seguendo le ricette tradizionali.: si apre con una selezione di antipasti o con ricchi taglieri di salumi e formaggi tipici, ma il cuore dell’offerta sono le specialità bavaresi, gustosi primi piatti e secondi di carne, sempre accompagnati da ricchi contorni, e le golose degustazioni. Il menù in più offre una pizza lievitata 72 ore, insalate da comporre e uno speciale menù pranzo con primi piatti da personalizzare ad un prezzo conveniente, oltre al “Menü Kinder” per i più piccoli, pietanze vegetariane e uno speciale menù senza glutine.


Il locale per tutti

Löwengrube rappresenta un franchising di successo nel settore della ristorazione perché apre le porte dei suoi locali ad un target trasversale, dalle famiglie ai giovani. Gli spazi ampi e separati permettono la convivenza confortevole di un pubblico eterogeneo. All’interno dei locali Löwengrube è presente un’Area Kinder dove i più piccoli possono giocare in completa sicurezza. La sala è attrezzata con giochi che rispettano i princìpi del metodo educativo Montessori, adottato da oltre 20.000 scuole nel mondo, in grado di stimolare la mente e la fantasia dei bambini.

Come nella migliore tradizione bavarese, non può mancare il Biergarten, o “Giardino della Birra”, uno spazio attrezzato all’aperto, che nel periodo estivo permette di sorseggiare birra di alta qualità e gustare i piatti della tradizione all’aperto.

Löwengrube presta grande attenzione anche al merchandising: un corner con prodotti a marchio cura la customer experience, permettendo ai consumatori di portare a casa l’atmosfera che si respira in birreria, e consolidando il senso di appartenenza del cliente alla famiglia Löwengrube.

«Entro l'estate apriremo un nuovo punto vendita Klein all’interno del Centro Commerciale Maximall di Pontecagnano, in provincia di Salerno. Sarà il primo in Campania», spiega a Economy Pietro Nicastro. «A novembre inaugureremo a Modena una nuova bierstube, sarà la più grande della catena, e crediamo una delle più grandi birrerie in Italia. Stiamo definendo in questi giorni nuove aperture in Italia e la prima all'estero, nell'area dei Balcani».


I format


Sono tre i format proposti dalla rete in franchising, che vanno incontro a differenti esigenze di spazi e location.

STUBE (DESTINATION): immobili di ampie metrature ubicati nelle vicinanze delle città o su strade ad alta densità di scorrimento. Le Stube sono il format principale di Löwengrube, un vero esempio di ristorante-birreria della tradizione bavarese. Locali che replicano l’atmosfera delle Bierstube di Monaco, contraddistinte da esterni molto caratteristici e riconoscibili, interni con arredi in legno naturale o colorati con il blu e bianco tipici della bandiera bavarese, dettagli in ottone e oggetti caratteristici, luci calde e soffuse. Ogni elemento è studiato per vivere al meglio le atmosfere tipiche della Baviera.

KLEIN (TRAVEL): La Bierstube di piccola taglia si adatta a centri urbani, centri commerciali, outlet, gallerie commerciali delle stazioni ferroviarie e aeroporti con ampia food court, mantenendo la stessa insegna. Il format è studiato per portare un’offerta di qualità superiore all’interno di luoghi contraddistinti da un grande passaggio, garantendo un’offerta gastronomica di livello superiore e dalla forte identità. Löwengrube Klein è l’ideale per consumare una birra o un pasto veloce, ma pur sempre di qualità e ricco di gusto, nei momenti di attesa.

WAGEN (FOOD TRUCK): Una carrozza dal forte impatto estetico, un format che si distingue nel mercato dello street food grazie alla sua originalità. Perfetta per diversi contesti: centri commerciali, outlet e piazze.

Nelle settimane del lockdown l’azienda ha lavorato per mettere a punto anche nuovi format, che saranno presto svelati.


L'accordo con AB InBev

L'idea di Pietro Nicastro e Monica Fantoni ha raccolto anche il sostegno di un partner strategico di prim'ordine: Ab InBev Italia, branch locale della prima azienda di birra al mondo, che ha firmato con Lowen-Com, la società italiana proprietaria del marchio Löwengrube, un accordo che permetterà alla catena italiana delle Original Münchner Bierstube di moltiplicare i punti vendita, con nuove aperture in Italia e all’estero.

Si conferma così per i prossimi 5 anni una collaborazione iniziata nel 2013, che consoliderà ulteriormente il ruolo di Lowen-Com come il distributore più rappresentativo in Italia delle tradizioni della Baviera e dell’Oktoberfest.

«Siamo felici di rafforzare i nostri rapporti con Löwengrube», ha commentato Benoit Bronckart, amministratore delegato Italia di Anheuser-Busch InBev. «Entrambi amiamo birre autentiche, di tradizione e ricche di gusto. Insieme vogliamo far crescere la cultura birraia in Italia. Per un’azienda come AB InBev è un piacere collaborare a stretto contatto con compagni di viaggio che hanno dimostrato di saper fare impresa e che vogliono investire nel paese e creare occupazione». «Per me, e per tutto lo staff di Löwengrube, è motivo di grande orgoglio siglare questa partnership con il più grande produttore di birra al mondo», gli fa eco Nicastro. «Allo stesso tempo, siamo consapevoli della grande responsabilità che questo comporta. Adesso inizia un’altra dura sfida per noi: la trasformazione di una piccola azienda che vuole diventare grande». E, considerando il turnover dei locali, il progetto avrà anche una importante ricaduta occupazionale.

Da sinistra: Benoit Bronckart e Pietro Nicastro

Una storia da bere

Non stupisce che la storia di Löwengrube sia diventata anche un romanzo, "Una vita da leoni" (il simbolo del brand), 9° titolo della collana La bellezza dell’impresa, edita da Rubbettino e diretta dal giornalista economico Adriano Moraglio. Il sottotitolo, "Quando gli ostacoli fanno crescere", la dice lunga sulla filosofia del brand. «Abbiamo pensato di dare un contributo di energia e fiducia al nostro Paese in un momento di grande difficoltà», spiega Pietro Nicastro, parlando del successo della rete in franchising e della corsa a ostacoli affrontata fin da ragazzino: dall’infanzia nella Sicilia delle faide degli anni Ottanta, dal trasferimento in Toscana, grazie al coraggio della mamma, vedova di papà Agostino, morto per un incidente sul lavoro in un grande cantiere, alla passione per il pugilato, che compensa un carattere inquieto temprandolo ai colpi bassi della vita, dal gravissimo incidente in moto che lo costringe a un anno di inattività, alle prime esperienze nella ristorazione. Fino al viaggio a Monaco e al colpo di fulmine per il modello delle birrerie bavaresi, con cui si è guadagnato l’attenzione e la collaborazione di alcuni giganti mondiali del food&beverage, diventati partner della catena bavarese in cui batte un cuore italiano. «All’alba dei 15 anni di attività e in un momento così emblematico per la nostra azienda che vuole crescere ancora, mi sono fermato a pensare e mi sono reso conto che tutto quello che abbiamo costruito è il risultato di una costante ricerca di soluzioni a problemi, intoppi, ostacoli piccoli e grandi, a volte prevedibili altre totalmente inattesi, come questo insidioso virus che ci ha imposto una battuta d’arresto che mai ci saremmo immaginati anche solo poche settimane fa».

«Il successo di Löwengrube è un successo di squadra», continua Nicastro. «Da solo non sarei riuscito a costruire tutto questo, né sarei riuscito ad immaginarlo. Anche solo per averne la visione è stata fondamentale la presenza di tante persone che ci hanno creduto quanto e più di me, facendomi trovare la carica necessaria per credere nei progetti realizzabili e nelle nostre capacità di poterli raggiungere. Siamo arrivati a 22 punti vendita e, mentre pianificavamo di aprirne altrettanti, un nemico imprevedibile ci ha imposto di chiuderli tutti e di lasciare a casa i nostri collaboratori».

Il libro – donato in anteprima in forma digitale gratuita nelle settimane del lockdown – è acquistabile sullo store dell’editore (https://www.store.rubbettinoeditore.it/una-vita-da-leoni.html) e nelle principali librerie on e offline.

Dopo il Covid

Già, il coronavirus: a 24 ore dal primo annuncio di chiusura volontaria della maggior parte dei suoi ristoranti in tutta Italia, entro la data dell’11 marzo Löwengrube aveva chiuso tutti i suoi 22 punti vendita, anche quelli all’interno di centri commerciali e outlet. Ma non senza aver avviato una politica antispreco: «Abbiamo sostenuto nelle scorse settimane la petizione che il Festival del Giornalismo Alimentare ha lanciato sulla piattaforma Change.org proponendo l’obbligo della food bag nei ristoranti», spiega Nicastro. «È un tema di grande attualità, che ci tocca da vicino perché una buona percentuale di spreco di cibo avviene proprio nei consumi fuoricasa e sappiamo che questa tipologia di consumi aumenterà nei prossimi dieci anni. Non possiamo aspettare, bisogna agire subito per evitare che lo spreco aumenti con l’aumentare dei consumi fuoricasa». Con la chiusura dei locali Löwengrube, tutti gli affiliati si sono adoperati per evitare che le scorte di cibo ormai acquistate andassero sprecate. Le derrate di alcuni punti vendita sono state donate alla Caritas o al Banco Alimentare. Altri locali hanno suddiviso il cibo tra i dipendenti e le loro famiglie.

E alla riapertura, ai primi di maggio, Löwengrube si è presentata con una novità: la App di proprietà per il servizio di delivery, che oltre alla normale consegna a casa consente di portare un angolo di Baviera ovunque si trovi l’utente, anche al parco o in spiaggia, grazie alla funzione di geolocalizzazione che invierà l’ordine al locale più vicino. Ed è comunque il personale dei punti vendita a consegnare direttamente cibo e bevande, in costume tipico bavarese, creando continuità con l’atmosfera che si vive nelle stube. I ristoranti, poi si trasformano in birroteche, perché sempre dalla App Löwengrube si possono acquistare i prodotti freschi da cucinare e birre bavaresi spillate sul momento e imbottigliate. È così possibile organizzare anche a casa propria autentici banchetti bavaresi, con i prodotti originali utilizzati nelle cucine delle stube, accompagnati da scrupolose istruzioni per la preparazione: lo stinco è lo stesso che la catena acquista da un produttore artigianale in Trentino Alto Adige. Molti i prodotti in esclusiva, che si trovano con la garanzia dello stesso gusto solo da Löwengrube. A settembre sarà possibile vivere nei locali o comodamente a casa propria l’atmosfera dell’Oktoberfest, che nel 2020 è stata annullata a causa della pandemia.

Alla riapertura, il locale di Limite sull’Arno è stato il primo a sperimentare la corsia Drive, che consente di ordinare e ritirare cibo e bevande comodamente seduti nella propria auto. «Questo negli USA avviene normalmente, anche per le farmacie, da noi invece lo prevedono solo le grandi catene» commenta il fondatore Pietro Nicastro, che dalla chiusura dei locali avvenuta l’11 marzo, non ha mai interrotto di lavorare per mettere a punto una lunga serie di novità con il team marketing, operations, acquisti e logistica, sviluppo, finance e costruction, coinvolgendo costantemente la rete degli affiliati. «Già due anni fa – continua Nicastro - avevamo sperimentato una tecnologia per permettere ai clienti di ordinare in autonomia dal tavolo, che avevamo abbandonato perché preferivamo coltivare la relazione con il nostro personale, una caratteristica fondamentale del nostro format. Oggi la recuperiamo».

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