Da Sorrento l’appello dell’Alis : “Cambiamenti netti per la ripresa”

Una due giorni a Sorrento organizzata dall’Alis –l’Associazione logistica per l’intermodalità sostenibile presieduta da Guido Grimaldi – per fare il punto su “La ripresa per un’Italia in movimento”. E il tono degli interventi di imprese e politici d’opposizione, ma anche della ministro Paola De Micheli e degli altri esponenti del governo, convergono sulla necessità di un cambio di passo

Sergio Luciano

Non c’è tempo da perdere, una crisi economica che cancellerà quest’anno oltre l’11% del Pil richiede interventi rapidi ed efficaci. Lo rivendica con forza un cluster, quello della logistica, che ha trovato nell’Alis – l’Associazione logistica per l’intermodalità sostenibile presieduta da Guido Grimaldi – una rappresentanza senza precedenti e che rivendica anche il ruolo eroico, subito dopo quello dei medici e del personale sanitario. Svolto da comparto che non si è mai fermato durante il lockdown rendendo possibile il rifornimento delle famiglie e delle imprese. E che ha resistito alla crisi anche per questo meglio di altri, minimizzando il ricorso alla Cassa integrazione.

In una mattinata molto densa si sono susseguite, oltre a due panel di grande interesse, le interviste pubbliche di Matteo Salvini e della ministro Paola De Micheli. Alla fine della prima parte della giornata di lavori, il presidente Grimaldi ha sottolineato  la sua preoccupazione: “Sono e resto positivo, lo sono sempre stato, bisogna infondere positività in noi stessi e negli altri, nel 2008-2009 avevamo problemi seri ma siamo rimasti sempre positivi, sul modello di mio padre. Ma quando oggi sento parlare di emendamenti sull’autoproduzione e mi si dice: “è già legge”; o di convenzioni prorogate ingiustamente, ecco: si ha ragione di temere che stiamo giocando in un mercato tale da essere autolesionista e da farci rischiare molto. Per la strumentalizzazione di qualcuno, rischiamo di farci avvero male. Quando qualcuno mi chiede perché non ce ne andiamo dall’Italia, rispondo che io e la mia famiglia non ce siamo andato da Napoli, dove abbiamo 700 persone, figuriamoci se me ne andrei da questo Paese. Paghiamo le tasse in Italia, siamo radicati qui e non ce ne vogliamo certo andare. D’altra parte, però, veramente ci auguriamo – per me e per i nostri figli, io ne ho tre – di riuscire a porre le basi per un cambiamento forte e radicale che, se non dovesse avvenire, creerebbe a tutti problemi veramente forti. Qualcuno mi chiedeva poco fa: abbiamo fatto bene a non fermarci? Io ho risposto di sì, perché abbiamo reso un servizio al Paese, siamo stati autorevoli, perché altrimenti avremmo creato un grande danno. Speriamo a questo punto di non essere gli eroi dimenticati, dopo i medici, di questa crisi. E ci varremo e andremo avanti per la nostra strada, da conbattenti, per ottenere i cambiamenti radicali che servono”.

Nel video che pubblichiamo i passaggi salienti della prima giornata.

Qui l'intervento integrale del presidente di Alis, Guido Grimaldi, all'apertura dei lavori della seconda giornata

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