Proroga della cassa integrazione e del blocco licenziamenti fino a dicembre

Trovato un compromesso all’interno della maggioranza: ok a cig fino a fine anno ma alleggerendo il costo del lavoro per chi decide di non usarla

Redazione Web
Proroga della cassa integrazione e del blocco licenziamenti fino a dicembre

Una eventuale decontribuzione alleggerirebbe gli oneri fiscali sul costo del lavoro per chi sceglie di non utilizzare la cassa integrazione

Alla fine, più che il buon senso, ha prevalso la logica del compromesso, quello tra i due partiti di maggioranza, Movimento 5 Stelle e Pd, che hanno raggiunto un accordo di massima per prorogare fino a dicembre sia la cassa integrazione sia il blocco dei licenziamenti, misure attivate per far fronte all’emergenza economica generata dalla pandemia di Covid-19.
 
Nella maggioranza, le due posizioni consideravano da una parte l’ipotesi di prorogare fino a fine anno la cig solo per i settori più colpiti dal lockdown (ministero dell’Economia e Pd), dall’altra di concederla a tutte le imprese in maniera estensiva e generalizzata (ministero del Lavoro e M5S). Scenario, quest’ultimo, che vede favorevole anche la Lega. 

Alleggerire gli oneri fiscali sulle imprese 

Il compromesso trovato non ha placato divisioni e malumori e, per rendere la pillola meno amara ai contrari alla proroga, viene alleggerito con l’introduzione di una decontribuzione che scoraggi le aziende dal richiedere l’accesso alla cig. L’obiettivo è quello di disincentivarne l’impiego da parte imprese aziende rendendo più leggeri gli oneri fiscali sul costo del lavoro per chi sceglie di non utilizzare l’ammortizzatore sociale. Il prolungamento della cig fino a fine anno rimane, ma le aziende avrebbero un vantaggio maggiore dalla decontribuzione che dall’utilizzo della cassa.
 
Intervistato durante una trasmissione televisiva, il ministro dell’Economia Gualtieri ha confermato l’opzione di «prolungare blocco dei licenziamenti e cassa integrazione», aggiungendo che «l’uscita dalla cassa integrazione con la decontribuzione è una ipotesi concreta e potrebbe accompagnarsi alla decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato». Un’ipotesi che trova contrari i sindacati, preoccupati dal fatto che le imprese possano fruire degli sgravi contributivi ma, contestualmente, licenziare i lavoratori. 

Di proroga in proroga

I provvedimenti, secondo quanto ha aggiunto il ministro, potrebbero abbinarsi anche alla proroga della sospensione dell’obbligo della causale necessaria per i rinnovi dei contratti a termine e prevista dal decreto Dignità. La sospensione, attualmente prevista fino al 31 agosto prossimo, potrebbe slittare anch’essa al 31 dicembre 2020.
 
Il prolungamento della cassa integrazione con il contestuale alleggerimento degli oneri fiscali porterebbe sia risparmi sul fronte degli ammortizzatori sociali, sia la possibilità per i lavoratori di restare in produzione a stipendio pieno. La proposta conciliatrice era stata presentata nei giorni scorsi al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, dal premier Conte il quale vorrebbe introdurla già a partire da questo mese. Dinamiche di maggioranza permettendo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400