La spesa degli italiani? Made in Italy, digital e sostenibile

Una tendenza a cui guardare, visto il calo previsto del 40% per l’Horeca, pari a circa 34 miliardi di eur

Valeria Gelosa
Il made in Italy si difende con la blockchain

La blockchain può aiutare a difendere qualità, storia e originalità dei prodotti italiani

Un italiano su tre (41%) ama acquistare generi agroalimentari direttamente dal produttore locale: frutta, verdura, vino, formaggi, scelti perché garanzia di qualità, cura dei prodotti e, molte volte, in virtù di un rapporto di fiducia con il produttore stesso (Osservatorio Reale Mutua).

Un dato al quale può guardare l’intero comparto agroalimentare italiano dopo le difficoltà di questi mesi anche per cogliere nuove opportunità. Ismea, infatti, stima un calo del 40% per l’Horeca, pari a circa 34 miliardi di euro, al contempo però evidenzia che questi consumi sono compensati dalla crescita delle vendite al dettaglio per cui è possibile prevedere nell’anno in corso un aumento dei consumi domestici del 6% circa rispetto al 2019. Considerando queste stime, la contrazione complessiva sul totale della spesa agroalimentare domestica ed extradomestica per il 2020 si aggirerebbe attorno al 10%, pari a circa 24 miliardi di euro.

Il periodo di lockdown come si sa ha dato un’accelerazione all’eCommerce, così come a tutti i processi di digitalizzazione. Secondo i dati dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, gli acquisti dei consumatori online (su siti italiani e stranieri) nel comparto Food&Grocery registreranno una crescita del 55% rispetto al 2019 per un valore totale di 2,5 miliardi di euro (quasi un miliardo in valore assoluto in più). Nello specifico, l’alimentare (pari all'87% del comparto) diventa il principale segmento online: una crescita del +85% rispetto all’anno scorso e un valore di 854 milioni di euro. Seguono il food delivery +19% e l’enogastronomia +63%. “Con lo scoppio dell'emergenza Covid-19, la domanda online di prodotti alimentari è in alcuni casi decuplicata, mettendo forte pressione agli attori eCommerce – spiega Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano - Il lockdown, le nuove esigenze (e paure) dei consumatori hanno fatto cadere le barriere all'utilizzo del canale eCommerce (e dei pagamenti digitali) e hanno convinto anche i retailer più restii al cambiamento della necessità di potenziare l'offerta online, oggi non adeguata”. Anche dall’Osservatorio Reale Mutua, emerge che quella degli italiani non è più una spesa “alla vecchia maniera”: ben due su tre (63%) si dicono propensi a utilizzare in misura crescente App e siti per l’acquisto online e la consegna a domicilio di questi prodotti.

Non solo italianità e digital, al centro dei comportamenti di consumo e acquisto degli italiani c’è sempre più anche la sostenibilità: per un connazionale su tre (31%) questa evoca una filiera agricola a basso impatto ambientale, anche grazie all’uso della tecnologia, mentre uno su cinque (22%) la associa al concetto di agricoltura a chilometro zero. Ma vuole anche dire stagionalità (18%), etichettatura biologica (12%) e per un ulteriore 11% il termine abbraccia valori sociali e indica una filiera equosolidale. Non è un caso allora che gli italiani preferiscano i prodotti stagionali, perché più salutari (36%) e capaci di sostenere l’economia agricola dei territori (30%), con un minore impatto sull’ambiente (11%). E c’è anche chi li sceglie perché più buoni, dice, di quelli fuori periodo (12%). Semaforo verde, infine, tra le abitudini d’acquisto, anche per i prodotti dell’agricoltura biologica, altra area importante del Made in Italy, che vengono apprezzati soprattutto perché rispettano criteri di sostenibilità (44%) e fanno bene alla salute (22%). “La nostra ricerca evidenzia come il Made in Italy e le produzioni agroalimentari del territorio siano sempre più apprezzati nei comportamenti di acquisto e divengano spesso oggetto di una specifica ricerca,” commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo. “Noi siamo da sempre vicini al mondo dell’agricoltura e, oltre alle evidenze del nostro Osservatorio, da poco abbiamo lanciato un’iniziativa specifica, AGRIcoltura100, insieme al nostro partner storico Confagricoltura”.

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