Milano e i fondi europei: finanziamo 10 idee per la rinascita

La road map: dai 4 milioni per l’emergenza ai fondi aggiuntivi del Recovery Plan e del bilancio UE 2021-2027

Carmine Pacente*
Milano e i fondi europei: finanziamo 10 idee per la rinascita

Il 3 giugno scorso il consiglio comunale di Milano ha discusso e approvato all’unanimità un provvedimento che assomiglia a una road map per utilizzare e incrementare i fondi europei per la città, destinandoli sia a fronteggiare l’emergenza che a contribuire alla rinascita della metropoli lombarda.

 

La raod map era già stata anticipata il 28 maggio al Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles, in occasione dell’audizione del Direttore Generale della Commissione europea Marc Lemaitre (DG REGIO), durante i lavori della Commissione COTER che si occupa di coesione territoriale, bilancio europeo e fondi strutturali. 

Il parlamentino milanese il 3 giugno ha quindi chiesto al sindaco Sala e alla sua Giunta di operare su diversi livelli e con un timing preciso.

Anzitutto ha chiesto di destinare subito 4 milioni di fondi europei all’emergenza, per dare ossigeno ad alcune categorie maggiormente colpite dal covid-19 in questi mesi; la destinazione di queste risorse è stata successivamente votata in consiglio il 29 giugno nel modo seguente:

- 3,2 milioni di fondi europei per incrementare il Fondo affitti del comune destinato alle famiglie fragili;

- altri 700mila euro di fondi europei per favorire la mobilità cittadina di disabili e anziani. Un segnale importante che evidenzia come l’Europa sia vicina a chi ha sofferto di più l’emergenza sanitaria nella nostra città e nei nostri quartieri. 

Centrato questo primo obiettivo, bisogna ora concentrarsi sugli altri punti della road map. Il secondo obiettivo richiesto il 3 giugno al sindaco è di lavorare con attenzione sui fondi europei aggiuntivi in arrivo col Recovery Plan, che ora si chiama Next Generation EU. 10 idee per la rinascita di Milano potrebbe essere l’occasione per avviare un confronto con la città, coinvolgendo associazioni, università, ordini professionali, cittadini, portatori di interesse, per individuare 10 idee, da trasformare successivamente in 10 progetti da finanziare e realizzare con i fondi europei che arriveranno nei prossimi mesi.

Il terzo obiettivo è strettamente legato al precedente. Bisogna chiedere un confronto al Governo nazionale per rivedere la distribuzione dei fondi europei tra Amministrazioni centrali dello Stato, Regioni e Città metropolitane, per la programmazione 2021-2027. In questi mesi in Italia è stata attribuita, giustamente, molta enfasi al nuovo “bilancio europeo” che si chiama Quadro Finanziario Pluriennale. Esso parte nel 2021 e termina nel 2027 e a questo “bilancio” sono ancorate anche le risorse del Next Generation EU. Milano e le altre grandi città possono e debbono pretendere maggiori risorse europee rispetto alla quota disponibile oggi che è del tutto residuale: soltanto 40 milioni di euro per il capoluogo lombardo.  Non si chiede di modificare regole o criteri. La richiesta è semplicemente quella di “bilanciare” i fondi europei tra i diversi enti gestori, all’interno del perimetro delle regole attuali: aumentare le risorse per le città e rivederne le priorità è possibile. Anzi è utile, a maggior ragione alla luce dell’emergenza sanitaria e della rinascita economica che dovremo gestire nelle nostre città ferite.

Il quarto obiettivo sul quale il consiglio comunale sempre il 3 giugno ha chiesto di lavorare è l’avvio di un confronto anche con la Regione Lombardia sui fondi europei ancora inutilizzati del periodo 2014-2020 e su quelli del periodo 2021-2027. Il sistema dei comuni lombardi, rappresentato da ANCI, è in grave difficoltà. Avviare un confronto con la Regione è quanto formalmente richiesto al Presidente della Lombardia Fontana lo scorso 6 maggio, grazie alla disponibilità del Presidente Guerra di ANCI Lombardia. Non si chiede di condividere competenze in capo all’autorità regionale. Si chiede soltanto un confronto rapido, per ascoltare la voce dei sindaci prima di destinare i fondi europei regionali. Un confronto vero e non soltanto formale come quelli già istituzionalmente previsti.

 

* Presidente Commissione Politiche europee del comune di Milano e di ANCI Lombardia, Membro del Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles

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