Pos per professionisti e tetto all’uso del contante: novità dall’1 luglio

Da mercoledì si cambia registro: due novità importanti per provare a combattere evasione e riciclaggio

Redazione Web
Pos per professionisti e tetto all’uso del contante: novità dall’1 luglio

Secondo una ricerca di Bankitalia riferita al 2016, nel nostro Paese l'85,9% dei pagamenti era effettuato in contanti

Mercoledì 1 luglio sarà un giorno da ricordare per la gestione dei pagamenti in Italia, grazie all’introduzione di due novità importanti: l’abbassamento del tetto all’uso del contante da 3mila a 2mila euro e l’obbligo per i professionisti di utilizzare il Pos per accettare i pagamenti elettronici. In quest’ultimo caso, sarà anche introdotto il credito d’imposta sui costi sostenuti per l’installazione dei terminali di pagamento.
 
Due novità inserite nel collegato fiscale all'ultima Manovra di bilancio, che vanno nella direzione di una maggiore incisività nella lotta all’evasione fiscale. Secondo l’Agenzia delle Entrate, un utilizzo corretto e intensivo dei mezzi elettronici potrebbe dimezzare il valore dell’evasione stessa entro cinque anni. 

Pos e professionisti, arriva il credito d’imposta

Dell’obbligo del Pos per i professionisti avevamo scritto già qualche giorno fa. Per agevolare i soggetti nella loro installazione, il collegato al dl fiscale prevede un credito d'imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con carte di pagamento a compensazione parziale delle spese sostenute per incassare i pagamenti utilizzando strumenti tracciabili. Il bonus fiscale è destinato a chi esercita attività di impresa o professionisti con ricavi e compensi riferiti all'anno d'imposta precedente non superiori a 400mila euro.
 
Il credito a recupero di questi costi (che sarà maturato mensilmente) può essere richiesto dagli esercenti in compensazione utilizzando il modello F24, a partire dal mese successivo a quello in cui hanno sostenute le spese, inviando alle Entrate il dettaglio delle operazioni effettuate con i mezzi tracciabili, gli importi e i costi variabili e fissi sostenuti per accettarle. Il tutto entro il 20 del mese successivo a quello di riferimento.
 
Dal canto loro, le società che emettono le carte di pagamento, dovranno inviare telematicamente all'Agenzia delle Entrate le comunicazioni necessarie all’Agenzia stessa per verificare l’effettiva spettanza del credito d'imposta ai professionisti e agli esercenti.
 
L’introduzione del bonus fiscale ha inoltre cancellato il meccanismo di sanzioni previste per la mancata installazione dei Pos a partire dall’1 luglio: sarebbero state pari a un importo fisso di 30 euro cui si sarebbe sommata una parte variabile pari al 4% del valore delle transazioni effettuate.

Limite all’utilizzo dei contanti a 2mila euro

Come detto, quindi si tratta, il tetto massimo di contante utilizzabile per i pagamenti passerà tra due giorni da 3mila a 2mila euro. Una cifra che resterà tale fino al 31 dicembre del prossimo anno, poiché dall’1 gennaio 2022, in base al dettato del decreto fiscale, il tetto sarà ulteriormente dimezzato e passerà a 1.000 euro.
 
Una mossa che, oltre a contrastare possibili pratiche di evasione fiscale, dovrebbe servire anche a combattere possibili operazioni di riciclaggio di denaro sporco e costituisce un ritorno, con i 1.000 euro del 2022, allo stesso limite imposto durante il governo Monti, riportato poi dal governo Renzi a 3.000.
 
Secondo una ricerca di Bankitalia riferita al 2016, nel nostro Paese l'85,9% dei pagamenti era effettuato in contanti (13,57 euro il valore medio), per un controvalore pari a circa il 68,4% del totale e principalmente su piccole cifre. L’utilizzo di strumenti alternativi al contante cresceva sensibilmente per pagamenti oltre i 100 euro, con valori medi delle transazioni con le carte di 37,70 euro, 60,82 euro per i bonifici e 96,11 euro per gli assegni.

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