La rinascita dell’acciaio passa da Made in Steel 2021

Il più importante evento del Sud Europa dedicato alla filiera dell’acciaio internazionale alla prova della difficile congiuntura della siderurgia mondiale

Davide Passoni
La rinascita dell’acciaio passa da Made in Steel 2021

Con 49,4 milioni di tonnellate di acciaio prodotti nel primo quadrimestre 2020, la siderurgia europea ha perso il 12,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Nella crisi innescata dalla pandemia di Covid-19, la filiera italiana dell’acciaio ha acuito sofferenze già presenti da tempo: dal nodo irrisolto dell’ex Ilva a una difficile conciliazione tra un’attività strategica ma altamente inquinante e una non più rinviabile necessità di sostenibilità ambientale, che diventa un fattore chiave nel business della siderurgia.
 
Una situazione che è ben presente agli organizzatori di Made in Steel, il più importante evento del Sud Europa dedicato alla filiera dell’acciaio internazionale, organizzato da Siderweb - La community dell’acciaio. Lo si capisce dal titolo scelto per la nona edizione dell’evento, che si terrà Fieramilano Rho dal 17 al 19 marzo 2021: “RENAISSANCE - Here begins the steel rebirth”. Un titolo ambizioso, che dimostra come la filiera nazionale dell’acciaio punti a favorire la “rinascita” della siderurgia italiana ed europea, cominciando a far incontrare in piena sicurezza i suoi operatori.
 
La prossima edizione dovrà confrontarsi con un appuntamento, quello del 2019 che è stato il migliore di sempre di Made in Steel: oltre 300 aziende espositrici, più di 16.500 presenze (+12% rispetto al 2017) e oltre 40 relatori da tutto il mondo intervenuti ai convegni. Gli espositori esteri, inoltre, sono cresciuti del 56% rispetto all’edizione precedente. 

La siderurgia tra presente e futuro

«Stiamo vivendo un periodo particolarmente duro - dichiara Emanuele Morandi, presidente e ad di Made in Steel -: le previsioni sul Pil dicono di un -10% per il 2020, uno dei peggiori dati nella storia economica italiana, secondo solo a quelli del triennio ’43-’45. Ma dopo ogni periodo buio c’è un momento di rinascita. Non dobbiamo fermarci: l’acciaio deve guardare al futuro e ripensarsi in chiave più sostenibile. Per questo, Made in Steel si presenta quale nuova piattaforma relazionale: sicura, per tutelare la salute di visitatori ed espositori. E non più focalizzata solo sul prodotto acciaio, ma aperta alla filiera allargata».
 
È infatti strategica infatti la contemporaneità di Made in Steel con MADE expo, Lamiera e Transpotec Logitec, tre manifestazioni fieristiche legate al consumo, alla trasformazione, al trasporto e alla logistica dell’acciaio. Lamiera è dedicata alle macchine per la deformazione, il taglio e la lavorazione della lamiera, dell’automazione e delle tecnologie connesse (17-20 marzo); MADE expo è la fiera leader per il settore delle costruzioni e della progettazione (17-20 marzo); Transpotec Logitec è la fiera leader in Italia nel settore trasporti e logistica (18-21 marzo). 

La congiuntura siderurgica

Con 49,4 milioni di tonnellate di acciaio prodotti nel primo quadrimestre 2020, la siderurgia europea ha perso il 12,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in base ai dati della World Steel Association. Un calo provocato dal generale rallentamento dei settori utilizzatori innescato dalla crisi sanitaria globale, ma che non oscura l’elevato valore innovativo e tecnologico tuttora detenuto dall’acciaio dell’Unione europea, secondo produttore al mondo, e dell’Italia.
 
L’output italiano, con 8,2 milioni di tonnellate, è sceso del 21,1% tendenziale nel periodo gennaio-maggio, secondo i dati di Federacciai). Nonostante il rallentamento, nel primo quadrimestre l’Italia si è confermata secondo polo produttivo in Europa, alle spalle solo della Germania.
 
Si prospetta però un esercizio di perdite per quasi la metà delle imprese del comparto siderurgico, secondo le ultime analisi dell’Ufficio studi di Siderweb. «Una situazione sostenibile per un anno ma non nel lungo periodo - dicono gli analisti della community dell’acciaio -. Bisognerà quindi lavorare sui conti e sulle efficienze per farsi trovare pronti nel 2021 -, quando dovrebbe arrivare l’auspicato rimbalzo dell’economia e anche della siderurgia».

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