Lo smart working non vuol dire (solo) lavorare da casa

L'esperienza di Siav, azienda veneta specializzata nella dematerializzazione documentale

Redazione Web
Lo smart working non vuol dire (solo) lavorare da casa

Lo smart working può rappresentare davvero un’opportunità, ma è fondamentale che sia gestito nel modo corretto. Ne è convinta Siav, ormai da 30 anni, azienda leader in Italia nei servizi e nelle soluzioni software collaborative per la gestione digitale di documenti e processi. Per rendere, infatti, veramente efficiente e collaborativo il lavoro smart, un’organizzazione deve poter contare su una digitalizzazione completa sia dei documenti sia dei processi, per assicurare l’attività a prescindere dalla sede e dal device.

L’azienda ha così messo subito a disposizione dei clienti la propria esperienza tecnologica per superare otto sfide fondamentali che le aziende, trovatesi ad adottare velocemente lo smart working, avrebbero potuto affrontare: collaborazione, organizzazione, accessibilità di documenti e informazioni, definizione degli obiettivi e misurazione dell’efficacia di processi completamente digitali, condivisione nelle relazioni digitali, dematerializzazione, sicurezza, e archivistica. Ma nel lavoro remoto non servono solo le soluzioni digitali, anche una precisa strategia di gestione delle risorse umane.

Per questo motivo, l’azienda, che in soli tre giorni ha portato in smart working tutto il personale, proprio grazie alle agevolazioni derivanti dall’essere una specialista nello sviluppo di strumenti tecnologici che supportano il lavoro cosiddetto “agile”, ha avviato anche una serie di iniziative per tenere compatti i team con momenti di condivisione, partecipazione e attività di coaching sulle competenze che hanno permesso di reagire alla crisi proattivamente. Secondo Alfieri Voltan, Presidente di Siav, nel prossimo futuro vedremo affermarsi un modello ibrido, che unisce giorni in smart working e giorni di lavoro in sede. “Lo smart working resterà come complemento al lavoro in sede, con grandi vantaggi non solo per la produttività e l’efficienza, ma anche per la sostenibilità economica e ambientale dell’impresa (si pensi al tempo e costi risparmiati per i trasferimenti, oltre alla diminuzione dell’inquinamento) e il work-life balance dei collaboratori”.

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