Metalmeccanica e Meccatronica: liquidità subito, o sarà la fine

Nove associazioni firmano un appello comune per chiedere al Governo maggiore velocità e semplicità nell’erogazione del credito

Redazione Web
Metalmeccanica e Meccatronica: liquidità subito, o sarà la fine

La filiera metalmeccanica occupa 1,6 milioni di addetti, seconda in Europa dopo quella tedesca, e il suo fatturato ammonta a 430 miliardi di euro

È un grido d’allarme forte, univoco e drammatico quello che alzano congiuntamente le associazioni che rappresentano il mondo della meccanica e della meccatronica italiane. Un grido che vuol far sentire al Governo tutta la preoccupazione per le imprese di questi settori, le quali chiedono, con un appello a firma comune, che sia semplificata e velocizzata l’erogazione del credito, per non rischiare la sopravvivenza di migliaia di aziende.
 
Le associazioni confindustriali della metalmeccanica e della meccatronica firmatarie del documento sono:
 
-       Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica);
-       Anie (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche);
-       Anima (Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine);
-       Assomet (Associazione Nazionale Industrie Metalli non Ferrosi);
-       Federmeccanica (Federazione Sindacale dell'Industria Metalmeccanica Italiana);
-       Assofond (Federazione Nazionale Fonderie);
-       Federmacchine (Federazione Nazionale delle Associazioni dei Produttori di Beni strumentali e loro accessori destinati allo svolgimento di processi manifatturieri dell’industria e dell’artigianato);
-       Federunacoma (Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura);
-       Ucimu-Sistemi Per Produrre (Associazione dei Costruttori italiani di Macchine utensili, Robot, Automazione e di prodotti a questi ausiliari).

Lo stato dell'arte 

L’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla filiera italiana della metalmeccanica si sta rivelando ogni giorno più pesante e rischia di compromettere molto seriamente un settore di interesse nazionale, che occupa 1,6 milioni di addetti - secondo in Europa dopo quello tedesco - e il cui fatturato ammonta a 430 miliardi di euro.
 
La metalmeccanica riveste in tutti i Paesi industriali un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista quantitativo, sia per il ruolo strategico che assolve: produce, infatti, la totalità dei beni d’investimento in macchine e attrezzature, attraverso i quali trasmette l'innovazione tecnologica a tutti i rami dell'industria e contribuisce in modo determinante alla crescita di un Paese e al mantenimento dei livelli di competitività dell'intero comparto industriale. Le sue produzioni sono quindi alla base di molteplici filiere essenziali e interagiscono con quasi tutte le attività, non solo industriali.
 
In un quadro così complesso come quello creato dalla crisi attuale, fanno sapere le associazioni firmatarie, è innegabile che la maggior parte delle imprese della filiera della metalmeccanica si trovi ad affrontare una fase molto delicata, che fin dai primi giorni di lockdown ha fatto emergere la necessità immediata di interventi a supporto della liquidità, affinché le aziende potessero far fronte al crollo della domanda e del fatturato.
 
Le misure di garanzia varate con il Decreto Liquidità, tuttavia, non hanno ancora, nel loro complesso, prodotto pienamente gli effetti tempestivi invocati: le imprese hanno bisogno di poter contare subito sulla liquidità aggiuntiva, pena l’inevitabile fallimento.

Che cosa chiedono i firmatari

Occorre pertanto agire sia per semplificare al massimo le procedure di concessione della garanzia, sia per velocizzare l’erogazione del credito. Gli strumenti di garanzia possono poi essere ancora potenziati e ne va assicurata la continuità nei prossimi mesi attraverso stanziamenti congrui, che consentano alle imprese di tutte le dimensioni di beneficiare delle agevolazioni dello Stato.
 
Le associazioni auspicano di poter continuare a contare sul pieno e crescente impegno congiunto di tutti i soggetti coinvolti: dal Governo ai gestori delle misure di garanzia, fino al sistema bancario, il cui ruolo è determinante ai fini di una tempestiva messa a disposizione delle imprese della liquidità necessaria per superare l’emergenza.
 
Inoltre, con riferimento alla moratoria, i firmatari ritengono indispensabile che, in aggiunta a quello di legge introdotto per le Pmi dal Decreto Cura Italia, sia previsto un intervento anche per le imprese di dimensioni medio grandi, che consenta loro di beneficiare delle flessibilità di recente annunciate dall’Autorità Bancaria Europea sul trattamento delle moratorie.
 
Questi interventi, sottolineano le associazioni, sono necessari per scongiurare il rischio di una perdita di competitività da parte del sistema industriale italiano, evitando asimmetrie rispetto alle filiere industriali di altri Paesi europei come Francia, Germania e Spagna.
 
Nei mesi di marzo e aprile, le aziende hanno fatto un grande sforzo per tutelare i dipendenti e per mantenere viva la supply chain nel suo insieme, rappresentata da diversi subfornitori di piccole e medie dimensioni, rispettando i termini di pagamento.
 
Per sostenere le aziende che si trovano ad affrontare la grave situazione di crisi generata dall’emergenza epidemiologica - concludono - è necessario uno sblocco immediato della liquidità, poiché he va della sopravvivenza di moltissime imprese.

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