Passera: emergenze salute e lavoro piano unico per gestirle entrambe

L'ex ministro elabora un suo piano d'azione per rilanciare l'Italia stretta tra la necessità di tutelare la salute degli italiani e la necessità di ripartire

Redazione Web
La nuova intuizione di Passera. Nasce illimity sgr

Corrado Passera, ad di illimity Bank

Lo scenario di base

Questo documento presenta una possibile architettura di Piano di Azione per gestire la crisi attuale e propone alcuni primi provvedimenti concreti. Nasce dal contributo di molti esperti in campi diversi ed è promosso da Corrado Passera. Data la natura e la complessità dei problemi in gioco, si tratta necessariamente di un’agenda aperta. Sono dunque necessari contributi specialistici di varia natura per completarlo e bisognerà anche tener conto delle migliori esperienze internazionali. 

Si devono a lui invenzioni che hanno cambiato la vita delle imprese italiane, dai minibond alle provvidenze per le start-up innovative. Ha riformulato la politica per le energie rinnovabili, limitado i costi pubblici senza deprimere il settore, anzi. Ha fatto un piano aeroporti che per la prima volta dava logica ad una scacchiere poco sensata. Insomma, i due anni scarsi di Corrado Passera nel ruolo di ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture nel governo Monti non sono passati invano! Poi quel governo è caduto, il senatore-professore ha tentato, fallendo miseramente per totale mancanza di carisma e programma, a lanciare un suo partito, Scelta Civica, e Passera ha proseguito sulla strada della carriera politica candidandosi in autonomia come sindaco di Milano. Non è andata bene e si è ritirato prima della sfida ma ha fatto tesoro di tanta esperienza per un ritorno alla grande sulla scena professionale, con l’innovazione di Illimity Bank, una banca di nuova generazione che ha trovato sul mercato oltre 600 milioni di finanziamento e sta mietendo ottimi risultati. Ma la ragion di Stato non si dimentica, ed ecco che Passera ha scritto questo piano che offre come contributo di riflessione e progettualità ad un Paese in piena emergenza.

 

EXECUTIVE SUMMARY

 

·       I Governi e le classi dirigenti di tutto il mondo hanno oggi lo stesso duplice obbiettivo e la pressione su di loro è enorme:

1.    ridurre le morti e le sofferenze che il Covid-19 potrebbe ancora creare;

2.    assicurare la sopravvivenza finanziaria di famiglie e imprese e riattivare una nuova fase di crescita economica per evitare una depressione economica dalle conseguenze inimmaginabili.

·       Quanto è stato fatto fino ad oggi in Italia deve essere integrato e rafforzato. Serve un Piano d’Azione ad ampio spettro, con ottica di breve e medio periodo, che affronti in maniera efficace sia l’emergenza sanitaria che quella economica, anche nell’ipotesi che non si riescano a sviluppare terapie e vaccini contro il Covid-19 nei prossimi mesi.

·       Riaprire la nostra società e la nostra economia nel più breve tempo possibile deve essere l’obbiettivo di tutti, avviando una crescita duratura. Forzare un’apertura in pochissime settimane avrebbe, però, effetti drammatici: va impostato un percorso per rendere possibile la riapertura in tempi brevi, ma in relativa sicurezza. I tempi dipenderanno dalla nostra capacità di adeguare le nostre strutture sanitarie e assistenziali e di contenere e gestire il contagio stesso, minimizzando i rischi di un’ondata di contagio di ritorno.

·       Nel periodo di chiusura, mentre si adeguano le strutture sanitarie e assistenziali, dovremo dotarci degli strumenti per gestire il contagio al meglio e dovremo garantire la sopravvivenza finanziaria di famiglie e imprese.

·       Parallelamente bisognerà creare in Italia i presupposti per la ripresa della crescita economica e mettere in campo una serie di azioni per supportare i settori più colpiti da questa crisi e per accelerare lo sviluppo di quelli che possono trainare la crescita.

·       La cooperazione europea sarà molto importante sia per le azioni a breve termine, che soprattutto per la fase di rilancio della crescita e di finanziamento degli investimenti. Per questo il ruolo dell’Unione Europea sarà indispensabile e insostituibile.

·       Per l’impostazione e implementazione di un Piano di questa portata serve una regia forte, unica e centrale che deve poter contare su grandi competenze intorno a sé. Ruolo cruciale avrà la comunicazione verso cittadini e imprese. 


 

PREMESSA

 

·       I Governi e le classi dirigenti di tutto il mondo hanno oggi lo stesso duplice obbiettivo. La pressione su di loro è enorme.

o   Ridurre le morti e le sofferenze che il Coronavirus potrebbe ancora creare.

o   Riattivare il più velocemente possibile una nuova fase di crescita economica per evitare una depressione economica dalle conseguenze inimmaginabili.

I due obbiettivi sono tra loro strettamente collegati e dobbiamo fare del nostro meglio per evitare di dover scegliere tra benessere fisico e benessere economico.

·       Molto è stato fatto anche in Italia e in Europa in queste prime settimane di crisi, ma evidentemente occorre integrare e consolidare quanto sinora fatto se vogliamo uscire dall’angolo nel quale ci troviamo. Servono ulteriori interventi e serve rendere più efficaci taluni di quelli già decisi. Rimettere in moto il Paese in pochissimi mesi è un obbiettivo raggiungibile, ma serve una determinazione e un dispiegamento di mezzi che ancora non si vede, ben distinguendo tra gli interventi-ponte per “sopravvivere” alla crisi e gli interventi strutturali per ricreare le condizioni della crescita.

·       Bisogna agire con urgenza perché senza un cambio di passo la situazione potrebbe a breve scappare di mano:

o   Le strutture sanitarie stanno in molti casi “scoppiando” e sono tenute in funzionamento solo grazie alla generosa abnegazione dei medici e di tutto il personale. La resistenza fisica di questi eroi non è infinita. Nel triste calcolo delle morti dobbiamo tener conto dei molti che muoiono non di Covid-19, ma perché non adeguatamente seguiti a causa della crisi.

o   Molte imprese sono già saltate, ma moltissime altre stanno esaurendo le loro riserve finanziarie e rischiano chiusure definitive.

o   La resistenza di molte famiglie è a forte rischio sia per le sofferenze accumulate, sia per il disagio sempre più insopportabile della “reclusione” forzata, sia per mancanza di risorse.

o   La tenuta sociale potrebbe essere presto a rischio in molte parti del Paese e dobbiamo fin d’ora aspettarci che “sciacalli” di ogni genere approfitteranno di una situazione che potrebbe ulteriormente degenerare.

·       Dobbiamo però convincerci che non ci sono scorciatoie per risolvere l’attuale situazione e che sarebbe un errore esiziale perseguirle. È necessario far di tutto per riaprire la società, ma riaprire a brevissimo (qualche settimana), anche se a scaglioni di età, avrebbe un costo enorme di vite umane senza ottenere risultati sul fronte economico. Infatti:

o   Le strutture sanitarie sono già oltre la saturazione e la riapertura della società in tempi troppo brevi porterebbe ad una ecatombe non essendo possibile curare i nuovi moltissimi malati che ne deriverebbero.

o   Inutile chiedere a gran voce la riapertura immediata delle aziende: molta gente in questa situazione sarebbe messa in grande difficoltà difronte alla richiesta di tornare a lavorare data l’alta probabilità di ammalarsi e la quasi certezza di non poter essere curata in maniera adeguata.

o   È un’illusione pensare che sotto una certa età il COVID-19 comporti rischi bassissimi: le statistiche ci dicono solo che, se adeguatamente curati, i giovani che si ammalano quasi sempre sopravvivono. Ma se il numero di malati dovesse esplodere, come succederebbe in caso di riapertura troppo rapida, moltissimi malati di tutte le età non potrebbero essere adeguatamente curati, con prevedibili conseguenze. 

o   Appare molto difficile perseguire la strada di suddividere la popolazione in fasce di età e separare fisicamente i vari gruppi facendo seguire diversi regimi di vita a ciascuno. Il contagio tra persone di età diverse, ma che vivono a stretto contatto, sarebbe in gran parte inevitabile. Non dimentichiamoci che i nonni spesso vivono in casa o si occupano attivamente della gestione dei nipoti e che i bambini e i giovani in generale, proprio perché asintomatici, diventano spesso i principali diffusori del contagio. 

Anche i Paesi come il Regno Unito che hanno ipotizzato di percorrere queste scorciatoie hanno dovuto ingranare precipitosamente la marcia indietro. Altri hanno demografia e organizzazione sociale molto diverse dalla nostra (Israele ha una età media della popolazione, circa la metà della nostra). Altri ancora hanno strutture sanitarie molto più attrezzate delle nostre (es. Svezia).

·       Serve un piano d’azione completo – a breve e a medio termine – che integri e rafforzi le misure fino ad oggi prese. Un piano che ci dia il tempo di affrontare l’emergenza sanitaria, ma che al contempo permetta di affrontare l’emergenza economica e costruisca i presupposti per riavviare la crescita. Qui di seguito vengono proposte solo alcune delle iniziative necessarie, altre sicuramente andranno aggiunte a cura degli esperti dei vari settori. Molte proposte andranno meglio precisate nei dettagli e nella loro fattibilità. Alcune di quelle elencate sono già programmate e altre sono già state suggerite da altri: è importante che tutti i contributi utili convergano in un unico piano d’azione coerente.  

·       I seguenti elementi del Piano vanno portati avanti tutti contemporaneamente e in maniera coordinata.

o   Contenere il contagio e gestirlo.

o   Rafforzare le strutture sanitarie e di assistenza.

o   Assicurare la resistenza finanziaria di famiglie e imprese.

o   Ricreare i presupposti della crescita economica in Italia e in Europa.

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