“Lavoro agile”, si fa presto a dire smartworking

La legge del 2017 delimita il perimetro di competenza e di azione del lavoro in ambienti diversi dal tradizionale ufficio. Ecco il decalogo di Infocamere

Redazione Web
Come affrontare lo smart working

L'emergenza scaturita dalla diffusione del covid-19 ha portato alla diffusione, ove possibile, del telelavoro. Per il contenimento e la gestione dell’emergenza coronavirus, il Governo ha emato il decreto “Cura Italia” che ha portato alcune imprese e attività pubbliche ad attivare la modalità smart working. Già introdotto con la legge n.124 del 2015 ha visto negli anni varie modifiche, fino ad trasformarsi oggi in una necessità per consentire il proseguimento delle attività lavorative e contenere gli enormi danni economici e sociali che il coronavirus rischia di causare.

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

La definizione di smart working, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone). 

Ovviamente questa misura è concepita con lo scopo di evitare, in questa fase delicata, contatti tra lavoratori e tra i lavoratori e i cittadini. Un vero e proprio test volto a dimostrare che anche in futuro si possa adottare questa forma di lavoro agile.

Ogni azienda anche quelle di pubblica amministrazione si adeguano alla normativa definendo le regole fondamentali per svolgere al meglio l'attività nel pieno della sicurezza.

Le attività professionali effettuate in modalità Smart Working si differenziano dall'attività lavorativa svolta in ufficio per gli strumenti e gli ambienti lì dove, banalmente, si utilizzino postazioni di lavoro personali e si operi in ambienti  in cui le condizioni di riservatezza non sono sempre garantite.

La tutela di chiavi, stazioni di lavoro, documenti è fondamentale per non esporre tutta l’organizzazione a rischi. Al fine di garantire un ragionevole livello di sicurezza delle operazioni bisogna prestare attenzione a diverse regole.

Anche InfoCamere, società consortile di informatica delle Camere di Commercio Italiane, diffonde tra i suoi le direttive per espletare il lavoro anche da casa.

Nell'ambito dello Smart Working, InfoCamere suggerisce i 5 principi più significativi per lo svolgimento del lavoro agile: 

Riservatezza: proteggere le informazioni riguardanti il tuo lavoro e i dati.

Attenzione: rimanere concentrato sull'attività lavorativa.

Precisione: essere accurati nel fare le cose ti consente di lavorare in modo efficace ed efficiente anche al di fuori del contesto lavorativo.

Ordine: essere sistematici nell’organizzazione delle risorse e degli strumenti di lavoro per prevenire disguidi difficili da risolvere quando sei fuori dalla tradizionale sede di lavoro.

Separatezza: tenere separata la vita lavorativa dalla tua sfera privata, familiare e sociali.

E ha stilato un vademecum con 5 consigli per i lavoratori a distanza:

1. Stabilire chiaramente gli orari. «È importante indicare i momenti di inizio e fine del lavoro. Dedicare delle ore specifiche al lavoro facilita non solo la concentrazione, ma anche l'allineamento con gli altri interlocutori, che sanno in quali momenti siamo disponibili e pronti a rispondere.

2. Vestirsi come se si andasse in ufficio (o quasi). «Non è necessario essere formali o in giacca e cravatta, ma passare dalla modalità "da casa" a quella "da lavoro" è molto importante per concentrarsi, e l'abbigliamento gioca la sua parte». 

3. Fare delle pause e spostarsi. Fondamentale, anche a casa, avere la sensazione di prende una pausa, bisogna dunque davvero staccare. «Per questo il consiglio è di allontanarsi fisicamente dallo spazio di lavoro. Fare un passo lontano dalla scrivania può aiutare a liberare la mente e ad avere maggiore attenzione al ritorno».

4. Organizzare gli spazi. Avere una scrivania libera dal disordine, con file digitali e/o archivi cartacei facilmente individuabili e uno spazio adatto all'attività.

5. Staccare la spina dalla vita digitale. A casa, ancor più che in ufficio, le distrazioni di web e social sono in agguato. «Per sfruttare al meglio il tempo è bene silenziare o bloccare alcune app, anche attraverso alcuni tool che ne limitano l'utilizzo».

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