L'Oms: con il lockdown si guadagna tempo contro il virus

Una nota inviata dal direttore generale dell'organizzazione mondiale della sanità certifica quello che tutti sospettano: in attesa del vaccino, chiudere tutto serve a prendere tempo, non a debellare il Covid-19

Marco Scotti
L'Oms: con il lockdown si guadagna tempo contro il virus

Sono passati 35 giorni dal momento in cui a Codogno si è scoperto che il Coronavirus era ormai entrato in Italia. Chissà da quando, chissà per quanto. Fatto sta che il Covid-19, divenuto il nemico pubblico numero uno in pochi minuti, ha talmente stravolto la nostra routine che quasi si fatica a ricordare come si vivesse prima. Andare a fare la spesa oggi è diventata una missione complessa, che richiede preparazione mentale (trovarsi in coda per decine di minuti, non riuscire a comprare tutto il necessario perché alcuni prodotti, come la farina, sono diventati più rari del plutonio) e fisica (mettere la mascherina, allenare le gambe a restare in piedi per almeno due ore). La speranza che tutti abbiamo sempre covato nel profondo del nostro cuore è che queste misure consentano di interrompere la catena dei contagi e ci riportino rapidamente al passato. Non sarà così. E questo non per un catastrofismo tanto in voga, ma perché il lockdown che ci ha costretti a vivere in casa senza soluzione di continuità è uno strumento utilissimo per prendere tempo contro un nemico infame e silenzioso.

A dirlo non i soliti millenaristi, ma l'organizzazione mondiale della Sanità. Che, per bocca del suo direttore, ha inviato nei giorni scorsi un vademecum in sei punti in cui si invitano i Paesi a sfruttare la chiusura delle attività non necessarie per prendere adeguate contromisure. Sei in particolare. In primo luogo viene chiesto di impiegare questi giorni lunghi e tutti uguali per espandere, formare e sviluppare la forza lavoro del comparto sanitario. Sarà necessario sviluppare (vero Lombardia?) sistemi per identificare ogni caso sospetto. Bisognerà aumentare la produzione e la disponibilità di strumenti di test. Si dovrà imparare a identificare le strutture e gli equipaggiamenti più corretti per trattare i pazienti. È necessario creare un piano univoco per limitare i contatti delle quarantene. E, infine, rifocalizzare l'attività delle istituzioni per controllare l'incedere del Covid-19.

Finirà anche questa, prima o poi. Ma per ora, abbiamo comprato del tempo. Prezioso per trovare la cura ed evitare che il sistema sanitario implodesse. Ora speriamo di tornare presto a una vita più normale. Che inizia a mancare maledettamente.

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