ECONOMY OF FRANCESCO

«Ho studiato Economia
per trasformarla»

Dal "pasto sospeso" usufruibile grazie a un'App al prendesi cura delle relazioni, dell'ambiente e della società: ecco le soluzioni dei giovani impegnati sui temi della povertà e delle diseguaglianze

di Giandonato Salvia*
«Ho studiato Economiaper trasformarla»

Economy of Francesco è qualcosa di rivoluzionario. Già il nome scelto dal Papa spiega la profondità e la forza a cui siamo stati chiamati a lavorare per rinnovare la nostra casa comune. Sì, perché le parole udite da San Francesco 800 anni fa sono per noi attualissime: «Francesco, va’ ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina». Mi chiamo Giandonato Salvia, ho 30 anni, e sono un economista impegnato sui temi delle povertà e delle disuguaglianze sociali. Ho studiato questa economia non per capirla, ma per trasformarla. Scusate se quest’ambizione scuote qualcuno. Personalmente, però, sono più scosso dall’indifferenza che ci circonda nel vedere come le attuali regole di mercato cancellino, in un imbarazzante silenzio, l’esistenza di milioni di esseri umani; violentino con dolore nostra madre Terra; sfruttino senza ritegno i nostri fratelli più deboli. Sono coordinatore junior del villaggio “Profitto e Vocazione” che si svolgerà a Santuario della Spogliazione, uno dei luoghi più significativi della vita del Poverello di Assisi. Lì Francesco ha risposto con coraggio alla sua personale vocazione. 

Non si possono prendere decisioni illuminanti, non si può vivere in pienezza la propria vita se non ci si ferma a rispondere alla propria chiamata. Vocazione, infatti, è una questione di sequela ma anche di compito da portare avanti con responsabilità. E se l’etimologia di “vocazione” ci conduce ad un concetto di “co-responsabilità in cammino”, la parola "profitto" ci svela una dimensione inattesa del lavoro. «Proficere», ossia “andare oltre”, è saper guardare ciò che non è conveniente agli occhi del mondo: il prendersi cura delle relazioni, dell’ambiente, della società. In altri termini, l’utile, la voce che in contabilità compare all’ultima riga nei bilanci aziendali, non può essere il solo obiettivo del nostro operare. Anche se tutto intorno a noi ci dice il contrario, nel nostro villaggio oseremo andare oltre le logiche del puro profitto. 

L'app Tucum permette di offrire un pasto ai più bisognosi contrastando il fenomeno del racket dell'elemosina

I giovani saranno i protagonisti e nel nostro villaggio daremo ampio spazio alle loro esigenze. Lavoreremo affinché si possano sentire come a casa, per fare emergere il loro pensiero e sorprendere il mondo intero. Con gioia scrivo quanto segue, perché il nostro villaggio non solo è collocato in un luogo carico di una simbologia altissima, ma è anche un luogo “abitato” da un giovane testimone della fede, un amico prima ancora che santo. 

Dal 6 aprile 2019, infatti, il Santuario della Spogliazione accoglie il Venerabile Carlo Acutis, un ragazzo originario di Milano morto nel 2006 a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante. Un giovane amante della vita, di Gesù Eucaristico e attento ai bisogni degli ultimi. Un ragazzo semplice, con la passione per l’informatica, che ha saputo utilizzare le potenzialità di Internet per veicolare i valori alti dell’amore.

La vita di Carlo sta ispirando tantissimi giovani nel mondo ed ha incoraggiato anche il mio cammino. Insieme a mio fratello Pierluca, ingegnere softwerista, abbiamo sviluppato Tucum, un'App che sull’esempio del caffè sospeso, permette di offrire un pasto alle persone più bisognose contrastando il fenomeno dei falsi poveri e del racket dell’elemosina (maggiori info su www.appacutis.it). È nata così “L’economia sospesa”: finanza e dono a servizio dell’uomo e del bene comune. Economy of Francesco, dunque, preparerà gli spazi e i tempi affinché possa esprimersi tutta la meraviglia che siamo. Del resto, scriveva Dostoevski, la bellezza salverà il mondo. Agli adulti chiediamo, per favore, di credere nei giovani e di sostenere quanto stiamo costruendo. 

*Coordinatore di "Profitto e Vocazione"

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