Coronavirus, balzo dei guariti. Ma anche dei morti

Crescono i guariti (943) ma anche i decessi (793). 4.821 nuovi contagi. I sindaci del bresciano e della bergamasca chiedono la serrata totale

Marco Scotti
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Non accenna a fermarsi l'incremento di nuovi contagi in Italia per l'epidemia di Coronavirus. Nella consueta conferenza stampa, il numero uno della Protezione Civile Angelo Borrelli ha annunciato che i nuovi contagi sono 4.821, per un totale di 42.681 casi attivi nel nostro Paese. Tantissimi. Anche perché i morti sono cresciuti in modo drammatico: 793 persone in un solo giorno, record negativo che porta il totale dei decessi a 4.825. La Protezione Civile insiste nel dire che il conteggio avviene su tutti i deceduti che abbiano il Covid-19, e non su coloro che sono morti a causa del virus. Una spiegazione che fa capire come mai l'Italia sia ormai ampiamente il Paese al mondo con più vittime per il Coronavirus. Unica nota positiva, i guariti: 943 in un giorno, che portano il complessivo a 6.072. Dall'inizio dell'epidemia sono 53.578 le persone che sono state diagnosticate positive.

Aumenta il numero di persone in isolamento domiciliare con sintomi lievi o assenti: 22.116, ben oltre il 50%. Un numero che può essere letto in due modi: o perché i sintomi sono sempre meno severi (e sarebbe una bella notizia) o perché gli ospedali sull'orlo del collasso non ammettono più malati che non versino in condizioni davvero critiche. E questa seconda sembra, al momento, l'ipotesi più probabile. 

E proprio il tema dei tamponi rimane il più drammatico. In Lombardia i casi sono ormai un numero esorbitante. 546 morti in un giorno e 3.251 nuovi contagi. I sindaci del bresciano e della bergamasca invocano la chiusura definitiva di tutti gli esercizi commerciali. L'invito alla calma dell'assessore Gallera è un palliativo: qualcosa di più va fatto e probabilmente verrà eseguito già nelle prossime ore. L'epidemia costringe le istituzioni a porsi una domanda: meglio chiudere tutto per due settimane, come fatto in Cina, o un lockdown soft con il rischio che tutto questo si protragga? E per quanto tempo l'economia potrà reggere a uno stop così diffuso prima di implodere?

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