Sostenibilità, la proposta di consulenza energetica di Alens

Redazione Web
Sostenibilità, la proposta di consulenza energetica di Alens

Parlare di sostenibilità ambientale, soprattutto nell’ambito dell’energia, è diventato un precetto quasi inviolabile. Non esiste azienda, infatti, che possa permettersi di trattare questo argomento con scarsa cura. Perché – al di là delle ovvie implicazioni sul clima che sono sotto gli occhi di tutti – chi non ha fatto del termine sostenibilità un mantra della sua azione aziendale, rischia la marginalizzazione. Non è il caso di Alens, che fin dal 2012 (anno della sua creazione) ha avviato una precisa modalità di affiancamento ai propri clienti per ridurre la “carbon footprint”, l’impronta di anidride carbonica che le imprese producono.

Alens è una società di consulenza energetica nata da due soci, Paolo Guardamagna e Davide Mariani, che erano usciti da una realtà simile. Il quartier generale di Pavia ha una ventina di dipendenti, a cui si sommano quelli a Roma e quelli della controllata in Svizzera. Il cliente tipo di questa impresa è un’azienda di taglio medio-grande, che opera nei settori più disparati, soprattutto nella grande distribuzione organizzata. Ma ci sono anche banche, alberghi e assicurazioni. Senza dimenticare aziende che si occupano di nuove costruzioni e di aree ristrutturate, per cui è stato svolto un lavoro di supporto ingegneristico.

«Il termine sostenibilità – ci racconta Guardamagna – può essere declinato in tanti modi anche in un settore complesso come quello dell’energy. Ambiente ed energia sono due temi profondamente connessi che noi abbiamo scelto di coniugare soprattutto con un’azione di efficientamento del fabbisogno energetico dei nostri clienti. In questo modo si ottengono due benefici immediati: risparmi e minore impatto sull’ambiente».

Migliorare i processi produttivi significa intervenire su tutta la filiera di realizzazione di un bene o di un servizio. Ad esempio, se un’azienda ha come prodotto di punta un vino, si può stabilire quale sia il consumo energetico necessario per la realizzazione della bottiglia e stabilire se vi siano o meno i margini per una riduzione delle emissioni. Nel caso ciò sia possibile, si procede con un drastico taglio dell’anidride carbonica prodotta; in alternativa si possono trovare misure differenti per ridurre in maniera consistente gli inquinanti, come nel caso della creazione di progetti di riforestazione.

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