Regole e Civiltà: un possibile argine all’acqua alta

Giulio Bacosi*
L'alluvione di questi giorni in Piazza San Marco a Venezia (credits Marco Bertorello, Afp

L'alluvione di questi giorni in Piazza San Marco a Venezia (credits MarcoBertorello, Afp

A mente fredda, quando l’acqua alta comincia a defluire pur rimanendo ancora minacciosa, conviene fare qualche ragionamento su come in Italia si affrontano i problemi. Quando si verifica un evento naturale dannoso come quello che ha di recente interessato Venezia, sui giornali si trovano cronache e commenti, opinioni di esperti e di politici: tutti o quasi volti a sfruttare la cronaca in senso partitico, per rinfacciarsi a vicenda le responsabilità dell’accaduto a seconda del partito di appartenenza. Nello specifico: favorevoli o contrari al Mose, sostenitori dei cambiamenti climatici all’origine dell’acqua alta contro avversari dichiarati della giovane Greta, fino all’intramontabile “piove, Governo ladro”, imprecazione valida sia a destra che a sinistra a seconda del Governo del momento.

Tirando le somme dei numerosi commenti sul fenomeno dell’acqua alta a Venezia, le posizioni principali che sembrano maggiormente emerse sono, da una parte l’indice puntato sulla corruzione che ha prodotto opere inutili, dall’altra (ma in questo caso spesso da tutte le “parti”) critiche serrate alla burocrazia, colpevole di aver generato una stratificazione di norme e paletti pretestuosamente etici ma che di fatto ritardano o impediscono le grandi opere come, nel caso in questione, il Mose.

La realtà è che in effetti il Mose ha una storia almeno trentennale ma ancora non è in grado di svolgere il compito cui è destinato, cioè difendere Venezia dall’invasione del mare.

E’ allora davvero inutile ricordare – tragica ironia della sorte, visto che siamo in tema di “acqua alta” - che negli anni sessanta l’Autostrada del “Sole” fu iniziata e ultimata in cinque anni? Ed è del pari inutile raffrontare questi tempi “fulminei” con quelli, come detto trentennali, del Mose? Diremmo di no, non lo è.

Ricordare oggi la storia dell’Autostrada del Sole ci fa inorridire dinanzi ai tempi biblici del Mose; ricordare “l’indomani” che danni consistenti provocati dai lunghissimi ritardi in Laguna sono scaturigine, quanto meno indiretta, di comportamenti corruttivi, capaci a loro volta di generare la stratificazione di “fitte” norme regolatorie in materia di appalti, dovrebbe implicare quel severo monito ex ante capace di scongiurare, “de futuro” appunto, di ricaderci ancora.

Sarà così?

Se ad ogni scandalo diciamo “tangentizio” si varano nuove regole che si sommano a quelle precedenti, come nel caso di cui parliamo, la speranza di un’uscita dalle avviluppanti nebbie della burocrazia sembra vana. Forse è allora il momento di cambiare prospettiva. Se, invece di riempire i codici di nuove norme, che ad ogni episodio corruttivo si affastellano l’una sull’altra come un castello di carte, si attivassero strumenti capaci di innescare meccanismi comportamentali automaticamente corretti da parte di tutti, forse avremmo davvero avviato il problema a soluzione.

 Insomma, invece di tante leggi forse abbiamo bisogno di una cultura diffusa della Civiltà, di una cultura del rispetto delle Regole (magari poche e chiare) e del rispetto degli interessi della comunità, non già solo dei propri: non dimenticando mai come chi scrisse la Costituzione, all’art.9, ebbe il coraggio di “guardare avanti”, assegnando alla Repubblica il compito di promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, ma anche di “guardare indietro”, sollecitando tutti alla tutela del nostrano paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione.

Piccoli mattoni in questa direzione li sta via via collocando l’Associazione “Democrazia nelle Regole”, che da dieci anni promuove la cultura delle Regole e della Civiltà collaborando attivamente con le Prefetture e le Scuole di tutta Italia per far riscoprire ai ragazzi di oggi, che sono i cittadini di domani, i “sacri” valori della convivenza civile scolpiti nella Costituzione. Nel 2018 DnR ha superato il milione di studenti incontrati in tutta Italia. Un buon risultato per ben sperare nel futuro.  

 

*Avvocato dello Stato e presidente di Democrazia nelle Regole

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