Storia di una figlia vista da sua madre

Redazione Web
Storia di una figlia vista da sua madre

Cosa si prova a scoprire improvvisamente che tua figlia ha un handicap di cui non si conosce il nome? E come sarà la tua vita a fianco di questa bambina che pagina dopo pagina cresce fino a diventare una ragazzina?

“Tutti i bambini ridono allo stesso modo” è un piccolo libro autobiografico edito da Edizioni Ponte Sisto della collana Voci Invisibili, diretta da Rolando Galluzzi. L’autrice Angela Agresti, alla sua prima esperienza di scrittura, racconta i primi dieci anni della sua vita con Sofia, alla quale pochi mesi dopo la nascita viene diagnosticata una sindrome che provoca difficoltà muscolari e di conseguenza nel linguaggio.

Il libro racconta le tappe principali, dalla diagnosi alla complessa vita sociale che la famiglia cerca di allestire per la figlia, fino alle vicissitudini della vita scolastica, alle vacanze e agli sport.

Dalle pagine emerge il lavorio quotidiano della famiglia per continuare giorno dopo giorno, faticosamente, a garantire le migliori terapie e per inventare mille modi diversi per superare i limiti imposti sia dalla malattia che dall’ambiente fisico e umano.

E insieme, pagina dopo pagina, scopriamo il carattere di questa piccola Sofia, che avanza di un passo alla volta nella conquista dell’autonomia e di una vita “normale”, grazie all’affetto e agli sforzi di una famiglia unita ma anche grazie a un carattere indomabile davanti a tutte gli ostacoli.

Lo stile di scrittura semplice e lineare consente di immergersi completamente nella vicenda e nelle riflessioni che una storia così “comune” provoca in ognuno di noi.

Il libro offre una testimonianza preziosa sul mondo delle malattie rare, sulle battaglie che le famiglie devono affrontare tutti i giorni, sulle barriere oggettive e mentali di cui sono circondati i disabili. Nato come un diario che la Agresti voleva conservare per sua figlia, il libro è anche uno strumento utile per le famiglie che vivono la stessa vicenda.

 Ma anche chi non avesse esperienza o familiarità con il mondo della disabilità potrà trovare in queste pagine informazioni e suggestioni utili ad accrescere empatia e consapevolezza.  E, insieme ad alcune risposte, il libro ci regala tante domande: cosa faremmo noi al posto di quella famiglia? Siamo capaci di accogliere una Sofia nella nostra vita? E se la incontriamo per strada siamo capaci di guardarla e di entrare in contatto con lei senza paura o pietà? E come dovrebbero essere organizzate la scuola, la città, la società perché tutte le Sofia del mondo possano vivere felici e a proprio agio?

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