Affitti, boom tra i giovani che non comprano più casa: poca offerta e prezzi in su

Redazione Web
Affitti, boom tra i giovani che non comprano più casa: poca offerta e prezzi in su

È l’affitto il business emergente nel mondo dell’immobiliare, ma il mercato non pare averlo ancora capito. Infatti nel 2019 si stimano oltre 90 miliardi di investimenti per nuovi immobili da destinare all'affitto in Europa, ma quasi niente in Italia: è la denuncia di Ance e Assoimmobiliare. «Eppure ci sono 2,6 milioni di richieste a cui far fronte, per le quali è necessario far crescere l'offerta sviluppando un

vero e proprio sistema industriale della locazione. Per fare ciò necessario eliminare alcuni meccanismi fiscali disincentivanti per investitori, imprese e cittadini" hanno affermato in una nota congiunta le due associazioni. Che sottolineano come la riduzione dell’offerta sul mercato sia dovuta alla crescita del fenomeno degli affitti turistici e alla volontà di diversi proprietari di vendere l’immobile approfittando della ripresa del mercato. Un’interpretazione che pare riduttiva. Manca un elemento essenziale: i giovani stanno cambiando atteggiamento nei confronti del mattone. La volontà di acquisto della prima casa, baluardo della società italiana, vacilla per diverse ragioni: cresce la mobilità sul lavoro e sul territorio; i giovani non hanno più voglia di tenere un patrimonio fisso; e spesso hanno disponibilità finanziarie limitate, con le quali potrebbero comprare solo immobili non di loro gradimento, magari fuori città. Preferiscono stare in centro e spendere per un affitto piuttosto che per un mutuo. Tutti elementi che giocano a favore della crescita della domanda. «I dati di Bankitalia confermano chiaramente che esiste una forte richiesta di affitto da parte di studenti, lavoratori, giovani coppie che non trova soddisfazione nel mercato italiano» confermano Ance e Assoimmobiliare. La domanda di locazione è elevata soprattutto tra le fasce di età più giovani: come riporta Tecnocasa, il 41,9% di coloro che cercano una casa in affitto, infatti, ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, e il 40% è rappresentato da single. La crescita della domanda provoca l’aumento dei prezzi: nei primi sei mesi dell’anno il prezzo degli affitti è cresciuto del 2,3% nelle grandi città italiane. Le realtà con l’aumento più importante sono Bologna (+5,6% per i monolocali, +4,6% per i bilocali e +6,7% per i trilocali) e Milano (+6,1%, +4,2% e +5,3%). Milano, come spesso accade, traccia la rotta per il resto del paese: si sta diffondendo lo sharing nel mondo del lavoro. Non solo si preferisce l’affitto rispetto all’acquisto, ma anche con formule meno impegnative, che mi permettono di farlo anche solo per 3 o 4 mesi. Ma ci si scontra anche con l’inadeguatezza dei tagli degli appartamenti tradizionali, troppo grandi per le attuali esigenze. E questo riporta alla necessità di interventi su quelli esistenti, oppure di costruzione di nuovi alloggi: in una parola, di investimenti immobiliari, da troppo tempo fermi al palo. Secondo i dati Tecnocasa Milano è la città i cui immobili in affitto sono preferiti in gran parte dai single (54,5%) e dai lavoratori fuori sede (51,4%); e anche quella i cui canoni di locazione medi risultano, in assoluto, i più elevati fra le grandi città italiane. Via Montenapoleone, in particolare, è al quinto posto al mondo: 13.700 euro al metro quadro all'anno, terza in Europa dopo New Bond Street a Londra (16.222 euro al metro quadro) e Avenue des Champs Elysees, a Parigi (13.992), precedute su scala globale da Causeway Bay, Hong Kong, in testa con 25.965 euro al metro quadro annuo di canone, e Upper 5th Avenue a New York, con 21295.

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