I commercialisti:
i ritardi nei pagamenti
mettono a rischio l’Italia

Redazione Web
I commercialisti: i ritardi nei pagamenti mettono a rischio l’Italia

L’economia italiana vive ancora una congiuntura negativa, destinata ad aggravarsi a 12 mesi, una situazione che sembrerebbe non essere del tutto compresa a livello sociopolitico e mediatico. In parte questa negatività nasce anche dal perdurante, atavico ritardo nella riscossione dei crediti, che si riversa in pagamenti ai fornitori a loro volta in ritardo e in difficoltà a essere puntuali nel pagare gli stipendi. Di tutto questo sono soprattutto le microimprese a soffrire, quell’economia reale che tiene in piedi il Paese: sono le risultanze dell’ultimo Barometro Censis-Commercialisti, come rilevato nella sua newsletter da Fabio Bolognini, co-founder di Workinvoice, un’impresa digitale specializzata nel factoring online.

ll sistema bancario continua a contrarre i prestiti alle imprese: 45 miliardi in meno negli ultimi 12 mesi, 84 miliardi in meno da gennaio 2018, una riduzione complessiva del 26% dal 2011 – secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia. Se da un lato occorre tenere in considerazione che parte di questa riduzione deriva dalla cessione e cancellazione di prestiti in sofferenza, è altrettanto vero che al credito ‘cattivo’ non si è sostituito credito nuovo.

Il 62,1% dei commercialisti ritiene che l’economia italiana in questo momento sia in una fase negativa e il 44,6% ritiene che la situazione sia peggiorata anno su anno. E non si vedono schiarite all’orizzonte: il 38,7% ritiene che peggiorerà ancora e il 48,8% pensa che resterà stazionaria. A cinque anni, invece, ancora il 56,4% dei commercialisti si dichiara pessimista e il 30,9% non è né pessimista né ottimista. Per il 91,3% dei commercialisti, negli ultimi 12 mesi le imprese clienti hanno avuto più ritardi nella riscossione dei crediti rispetto all’anno precedente. Sul fronte del pagamento ai fornitori, i ritardi sono stati rilevati dall’87,7% dei commercialisti e anche in questo caso quasi il 44% dei professionisti ha notato un aumento anno su anno.

Anche in questo caso, sembrano comunque essere le microimprese a soffrire di più. I ritardi verso i fornitori sono aumentati per il 45,9% dei commercialisti che hanno come clienti microimprese, mentre del 30,9% tra chi ha come clienti imprese di dimensioni medio-grandi.

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