Il dolce che... tirasù la professione

Germana Cabrelle
Il dolce che... tirasù la professione

Il maître chocolatier Jaques Torres sostiene, quasi riassumendo la concretezza del suo assunto in un motto sapienziale: “La vita è breve, quindi meglio incominciare dal dessert”. A volte, però, per una serie di coincidenze che magari proprio fatalità non sono, può capitare che un dolce imprima una accelerata alla vita, soprattutto professionale, tale da cambiarne l’orizzonte futuro.     
E’ quanto è accaduto a Diletta Scandiuzzi e Francesca Piovesana, entrambe trentacinquenni ed entrambe classificatesi al primo posto al Campionato Mondiale di Tiramisù edizione 2018 a Treviso, rispettivamente per la ricetta tradizionale classica e per quella creativa.

Esattamente un anno fa si erano iscritte alla competizione da appassionate dell’arte bianca e della buona cucina. In gara hanno dato il massimo di loro stesse: si sono dedicate con impegno e cura alla realizzazione del loro tiramisù, tanto da essere, alla fine, risultate vincitrici assolute, con un verdetto decretato da una giuria di esperti, fra chef e giornalisti. Diletta e Francesca non si conoscevano prima di quel concorso. Diletta Scandiuzzi di professione fa la cantante lirica; Francesca Piovesana è fisioterapista. Eppure sia l’una che l’altra, ad un anno di distanza, spiegano come sia cambiata la loro vita e di conseguenza modificato anche l’assetto lavorativo, dopo quella vittoria alla Tiramisù World Cup 2018. Intanto, alla terza edizione 2019 conclusasi domenica scorsa, vi hanno partecipato da giurate, figura che entra di diritto per i campioni. Inoltre le due campionesse mondiali, sono state ospitate dal ristorante Le Beccherie di Treviso, dove è nato il dolce più famoso al mondo e dove è nata anche l’idea della Tiramisù World Cup.

Diletta e Francesca, ci raccontate cosa è accaduto dopo la vostra vittoria mondiale di un anno fa?
“Nel novembre del 2018 – racconta Diletta - sono stata incoronata campionessa del Tiramisù Word Cup.  Da qui la richiesta interminabile di showcookings e workshops in Italia, Belgio e Giappone. Ė nato così un nuovo sogno per me: quello di creare tiramisù, una bandiera della mia terra e il mio orgoglio. Del resto è un dolce che mi rappresenta. La forza e l’amarezza del caffè e del cacao, la morbidezza gentile e dolce del mascarpone incorporato alla sofficità del tuorlo d’uovo montato con pazienza. E con sapienza. Sei ingredienti per un capolavoro. Vorrei che lo fosse ogni volta. Mentre impiatto il “mio” tiramisù penso al piacere intenso di chi affonderà il cucchiaino senza fretta nella cremosità di questo semifreddo, il più conosciuto al mondo, che in troppi pensano sia facile da realizzare. Il segreto è nel suo equilibrio. In contrasto con il suo richiamo peccaminoso va dritto al cuore. In tutto questo sto registrando un marchio e sto esprimendo un nuovo talento creativo in ambito dolciario. Non rivelo nulla per scaramanzia ma mi sta galvanizzando molto questo percorso”. Personalmente - racconta Francesca - ho partecipato al Tiramisu World Cup 2018 convinta da un’amica. Hoideato la ricetta creativa pochi giorni prima della gara perché non ero soddisfatta di quella che usavo preparare solitamente a casa.

La scoperta dell’abbinamento cannella e zenzero è stata un colpo di fulmine, piaceva a tutti i miei familiari, oltre che a me. Così ho cercato di bilanciare le spezie al meglio per dare  al mio tiramisù creativo un gusto delicato e persistente allo stesso tempo.        
Questa combinazione è piaciuta anche ai giudici e ho conquistato il titolo mondiale.

Da quel giorno in poi  ho iniziato a ricevere richieste di assaggio da parte  di moltissimi amici e pazienti (ho uno studio di fisioterapia) perciò un po’ alla volta ho maturato l’idea di fare sul serio e iniziare a produrlo per venderlo legalmente. Ecco che, dopo un summit con marito, figli (tre) e...commercialista (!) ho deciso di aprire in Home Food, così da poter lavorare in casa e continuare  a seguire i miei figli e pure i  pazienti in studio.. adesso che il lavoro di pasticceria sta prendendo piede ho lasciato il timone dello studio ad un collega e io continuerò a lavorare nello studio con i miei pazienti. Direi che la mia vita si è notevolmente intensificata di impegni, ma , se possibile, questo mi rende ancora più felice. Quando lavoro in cucina non sento nemmeno la stanchezza e mi ritrovo anche alle 2 di notte tra i fornelli senza accorgermene. La mia attività di home food l’ho chiamata ovviamente – ma è appena il caso di dirlo – “Cannella e Zenzero”.

Quindi si può dire che il Tiramisù vi ha …tirato sù e innalzato oltre il podio, elevandovi a un ambito professionale più vasto?           

Questa competizione apre moltissime opportunità – continua Francesca Piovesana - e sono felice di essere riuscita a trasformare quella che era una passione in un lavoro vero e proprio..
Oggi, a un anno di distanza da quella gara senza pretese, produco i miei tiramisù, in versione creativa e originale, e altri dolci,  anche per eventi importanti. Mi piace sperimentare nuovi abbinamenti, frequento corsi di pasticceria dove posso acquisire nuove tecniche e migliorare sempre di più  le mie creazioni.
“Ho studiato il repertorio operistico e cameristico – racconta Diletta Scandiuzzi - ho conosciuto l’arte e gli artisti; ho vissuto lo stupore aggirandomi, bambin, tra camerini di teatro e costumi di velluto, dietro il sipario e tra le poltrone della palea. Ho avuto la vocazione e ho compreso la dedizione. La libertà e la disciplina. L’equilibrio che lo studio dona al talento, senza il quale è solo sregolatezza. E la pasticceria, esattamente come la musica, è una “scienza” esatta: non ammette improvvisazioni e richiede regole molto precise. Si volteggia tra le note e si volteggia tra gli impasti zuccherini, si scivola progressivamente nell’altezza di un suono e si scivola senza fretta su impasti grassi come uova e mascarpone. Un buon piatto si prepara anche in 20 minuti. Nella pasticceria in 20 minuti al massimo si pesano gli ingredienti. Se il canto lirico rappresenta il mio lavoro, quello dei dolci per molto tempo ha rappresentato semplicemente un hobby ma entrambi sono la mia Arte”.

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