Il privilegio di pedalare in Franciacorta grazie alla Gimondibike

Luca Vitale
Il privilegio di pedalare in Franciacorta grazie alla Gimondibike

Iseo - Sempre al via della Gimondi Bike, quest’anno Felice Gimondi non c’era. La corsa internazionale in mountain bike con partenza e arrivo a Iseo, fortemente voluta dal campione bergamasco (la prima edizione è andata in scena 19 anni fa), quest’anno si è tenuta proprio nel giorno del suo compleanno. Ma lui meticoloso com’era ha sicuramente verificato dall’alto che tutto si svolgesse secondo gli standard di eccellenza cui l’organizzatore Beppe Manenti ha abituato i concorrenti nelle 19 edizioni.

Pochi sanno che Felice Gimondi era stato tra i primi a intuire le potenzialità della mountain bike. Lui aveva scoperto la disciplina nel corso di un viaggio negli Stati Uniti e se ne innamorò subito soprattutto pensando alla possibilità per i giovanissimi corridori di allenarsi in natura e lontano dai pericoli del traffico. E così oltre alla Gimondi bike, pensò a una scuola e divenne un talent scout di indubbia efficacia.

Insieme ai campioni elite della specialità, 1500 amatori si sono sfidati lungo i 55 chilometri della Gimondibike, tracciata sui sentieri della franciacorta in un mix di polvere e fatica che poi all’arrivo rende felici. C’ero anche io (ne ho saltate pochissime di edizioni) e ogni anno che passa la manifestazione cresce e diventa sempre più un tutt’uno con lo splendido territorio che la ospita. Tanto pubblico a incitare i concorrenti che hanno il privilegio di pedalare per alcuni vigneti di cantine famose, poderi e sentieri privati aperti solo per l’occasione, bambini che chiedono le borracce, sono solo alcuni dei segnali che evidenziano quanto questa corsa sia entrata nel cuore degli abitanti dei paesi del territorio attraversato. Merito del gran lavoro svolto dall’organizzazione e a varie iniziative come la tracciatura del percorso segnalato permanentemente e la possibilità concessa ogni anno a un’artista del territorio di avere una vetrina espositiva speciale.

Grazie alla Gimondibike per due giorni Iseo diventa la capitale della mountain bike, dove ammirare non solo i campioni all’opera, ma anche le novità del mercato pronte al debutto. Quest’anno la gara è stata particolarmente dura per via del percorso allungato di una decina di chilometri e per il caldo ancora estivo. Spesso la gara si decide negli ultimi chilometri lungo la salita che porta alla chiesetta del 500 della Madonna del Corno, sopra Provaglio, da cui si gode una vista bellissima sul lago, sulla Franciacorta e sulle Torbiere di Iseo. Vi si giunge da una serie di scalini pedalabili che preannunciano la durezza della salita. Ma se vogliono vedere il panorama dalla Madonna del Corno, i corridori devono tornare un’altra volta. La salita è corta, poco meno di 1.500 metri ma molto dura con punte del 23%, in un’alternanza di fondo asfaltato, cementato e ciottolato. Il pubblico si posiziona lungo questa salita per vedere i migliori e incitare tutti gli altri. E mentre i campioni si giocano la gara su questa salita spezzagambe, gli amatori sanno che è finita. Dalla cima si sente l’altoparlante dell’arrivo. Una divertente discesa riporta tutti a Iseo.

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