Svalutazione dello yuan,
rischio-boomerang per Pechino

Redazione Web
Svalutazione dello yuan, rischio-boomerang per Pechino

Gli investitori cinesi lunedì facevano la fila in banca per portare a casa i loro soldi dopo che Pechino aveva permesso la svalutazione della moneta azionale, lo yuan. Infatti, la Cina ha perso il suo status di primo partner commerciale degli Stati Uniti per la politica nazionalista condotta da Trump. Così la sua banca centrale controllata dal governo ha risposto alla minaccia di nuove tariffe americane su 300 miliardi di beni di consumo importati dalla Cina abbassando il tasso di cambio ufficiale della sua valuta. Un dollaro Usa acquista ora più di sette yuan: la prima volta che la soglia è stata superata dalla crisi finanziaria del 2008. La mossa potrebbe essere intesa ad attenuare l'impatto delle tariffe americane: le merci cinesi appariranno ora più economiche per gli acquirenti stranieri. Ma potrebbe avere conseguenze negative a lungo termine. Con la moneta cinese che vale meno, le persone e le imprese probabilmente si affretteranno a inviare i loro soldi all'estero come hanno fatto dopo la svalutazione dello yuan del 2015. Il governo cinese potrebbe ora dover aumentare le restrizioni finanziarie esistenti - e forse vendere ancora di più obbligazioni americane per comprare yuan ed evitare che il valore della valuta scivoli troppo lontano.

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