Economia spaziale: c’è un ricco mercato in orbita

Il libro “The Space Economy - From Science to Market” fa il punto su presente e futuro dell’economia spaziale

Davide Passoni
La divisione spaziale di Virgin fa rotta su Wall Street

C’è un’economia fiorente e in progressivo sviluppo che orbita sopra le nostre teste e non ce ne rendiamo conto. È l’economia legata alle attività dello spazio, analizzata da Giorgio Petroni e Barbara Bigliardi nel volume “The Space Economy - From Science to Market”, edito da Cambridge Scholars Publishing.
 
Il volume delinea dimensioni e prospettive dell’economia spaziale, dagli investimenti e dai relativi ritorni al sistema industriale, dai prodotti e servizi all’occupazione generata e indotta.
 
Gli autori del volume - Petroni è membro dell’Istituto Italiano di Astrofisica e professore all’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano, Bigliardi è professore associato alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma - tracciano un filo rosso che unisce i poderosi investimenti pubblici in tecnologia, effettuati fin dall’avvio della cosiddetta “Space race“ nel 1957, con la nascita  di un mercato, soprattutto di servizi satellitari, in costante crescita in tutto il mondo.
 
Bastano pochi dati a inquadrare l’ordine di grandezza della economia spaziale. Nel 2018 il fatturato complessivo del settore è stato di 329 miliardi di dollari, oltre la metà dei quali generata dalle applicazioni satellitari.
 
Le stime recentemente effettuate da Bank of America-Merrill Lynch ipotizzano una crescita dell’intero settore di otto volte nei prossimi 30 anni, proiettando il fatturato complessivo del comparto a 2,7 trilioni di dollari al 2045. Una crescita dell’economia spaziale che verrà prevalentemente dal segmento downstream, ossia dallo sviluppo delle applicazioni satellitari.
 
I dieci capitoli del volume incrociano i principali attori del settore riflettendone, con il supporto di vari elementi quantitativi, le attese, i conflitti e i comportamenti reali.
 
I dati economici riportati nel libro, però, non sempre riescono a dare conto dell’impatto sociale prodotto dalla diffusione delle tecnologie satellitari. Si pensi, per esempio, alle applicazioni che i satelliti hanno avuto in alcuni grandi Paesi come l’India per affrontare problemi cruciali quali l’educazione, la gestione delle risorse idriche o il contrasto alle carestie.
 
Nel volume, infine, sono ricordati alcuni problemi che possono ostacolare lo sviluppo della economia spaziale. Tra tutti il suo elevato costo e il rischio ancora consistente di un ritorno, dopo oltre 60 anni, all’utilizzo dello spazio essenzialmente per finalità politico-militari.

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