Federmanager sul Decreto Crescita: ripristinare le tutele sull'Ilva

Il presidente dell'associazione esprime preoccupazione per la revisione dell'immunità penale sui gestori dell'acciaieria tarantina

Redazione Web
Il sistema ha bisogno di una trasfusione di managerialità

Mantenere le tutele per chi è chiamato a svolgere le funzioni di guida del Gruppo Ilva, come previsto dagli accordi. È questa la richiesta avanzata da Federmanager nel giorno in cui un’ampia rappresentanza del governo, capitanata dal ministro Di Maio, è a Taranto per una riunione allegata sul futuro del polo industriale.

«Guardiamo con preoccupazione la norma del Decreto Crescita che, se dovesse essere approvata definitivamente, rivede l’immunità penale concessa ai gestori di Ilva», dichiara il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, commentando l’intervento approvato con la fiducia sul DL Crescita alla Camera, che cancella le tutele legali per la responsabilità penale della nuova proprietà ex Ilva.

«Non si può pensare che un investitore accetti di prendere la guida di un sito industriale, il più grande in Europa, e di investirci milioni di euro con il rischio di essere ritenuto responsabile per situazioni e fatti di cui non è chiaramente colpevole, ma che anzi è impegnato a superare. Agire in un quadro di tutele giuridiche è indispensabile per il completamento dei piani di investimento avviati. Sono in gioco complessivamente 5 miliardi di euro di investimenti che non si possono ipotecare».

«Cambiare le regole concordate dopo mesi di dure trattative con ben due governi non solo non è corretto, ma è anche pericoloso», evidenzia Cuzzilla. «Senza certezza del diritto, è lecito aspettarsi ripensamenti, rallentamenti e anche la riapertura di trattative per il prosieguo dei lavori che sono l’esatto contrario di ciò di cui Taranto ha bisogno. Sottrarsi ad accordi già stipulati rappresenta il peggior messaggio che si può dare agli investitori, in particolare stranieri».

Federmanager ricorda quanto già avvenuto con Evergreen: l’abbandono deciso dalla compagnia ha lasciato sul campo oltre 500 cassaintegrati e altri 1.500 posti di lavoro perduti a causa di inadempienze di impegni assunti formalmente da parte delle istituzioni prima dell’investimento. 

«Il risanamento ambientale e il rilancio industriale necessitano dell’attuazione di un imponente piano di investimenti che Arcelor Mittal sta dimostrando di rispettare», rileva ilpresidente Federmanager. «Attualmente tale programma procede secondo i tempi previsti: importanti realizzazioni quali la copertura dei parchi materie prime sono in uno stadio di avanzata costruzione e, nonostante l’attuale congiuntura di mercato non sia quella stimata, l’azienda sta confermando tutti gli impegni presi sugli investimenti e sui loro tempi di esecuzione».

Federmanager sollecita quindi il governo affinché siano preservate tutte le condizioni dell’accordo sottoscritto al Mise tra Ilva in AS, Arcelor Mittal Italia e le Organizzazioni sindacali per proseguire, nel rispetto delle tutele legali, il risanamento ambientale e il rilancio industriale dell’Acciaieria, strada obbligata per il ripristino delle condizioni ambientali della città di Taranto e il recupero di competitività della siderurgia italiana. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400