Dalla cyber-guerra Usa-Cina, grandi possibilità per l’Europa

Redazione Web
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Altro che la Cortina di Ferro del secondo dopoguerra a fare da tetro sfondo alla lotta senza esclusione di colpi (almeno metaforici) tra Usa e Urss: oggi lo scenario globale è talmente cambiato che la nuova guerra fredda, tra Stati Uniti e Cina, si gioca soprattutto a livello virtuale. 

Quali gli scenari futuri, anche alla luce del recente scontro Google-Huawei sulla licenza Android? E quale sarà, tra i due litiganti, il ruolo del terzo player internazionale, l’Europa, a oggi svantaggiata in questa “guerra digitale”?

L’evoluzione e le possibili implicazioni a livello globale dello scontro tra i due giganti dell’economia mondiale sono i temi affrontati dal Report “Toward a tech-driven cold war”, realizzato da Klecha & Co., banca d’investimenti privata internazionale specializzata nell’assistenza e consulenza finanziaria per aziende dei comparti IT, software e IoT, in collaborazione con Rosa & Roubini Associates.

La “nuova guerra fredda” tra Cina e Stati Uniti non è solo commerciale, con l’introduzione di dazi all’importazione di merci nei due Paesi, ma è soprattutto “guerra invisibile”, destinata a sconvolgere la supply-chain globale portando a una deglobalizzazione polarizzata.

Il “conflitto invisibile” si gioca nel campo delle nuove tecnologie. Come sottolinea il Report, da un lato la Cina, con il suo Piano di sviluppo “Made in China 2025”, intende diventare la prima potenza economica a livello mondiale nei 10 principali comparti hi-tech (robotica, aerospazio, AI, veicoli senza conducente, biotech, etc.), e acquisire il ruolo di leader nel campo dell’Intelligenza Artificiale entro il 2030, guadagnando una fetta di mercato del valore di 150 miliardi di dollari, grazie all’utilizzo della tecnologia 5G, che consentirà comunicazioni ultrarapide e ad alto rendimento, e diventerà quindi il carburante delle città “intelligenti” e delle economie del futuro.

Dall’altro, gli Stati Uniti non intendono perdere terreno rispetto al competitor cinese che, nell’ambito dei sistemi di pagamento e dei servizi fintech, sembra averli già surclassati offrendo soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Gli USA puntano dunque a limitare gli investimenti cinesi in settori strategici dell’industria americana e al tempo stesso a implementare il Piano nazionale di ricerca e sviluppo sull’AI e il suo impatto su settori come telecomunicazioni, healthcare, difesa, etc..

“In questo contesto, l’Europa può ritagliarsi un ruolo di primo piano. Sul fronte degli investimenti, le tech companies europee – in quanto soggetto neutro - beneficeranno da un influsso di capitali significativo e potranno infatti trarre un forte vantaggio da questa deglobalizzazione polarizzata. In parallelo le disposizioni della Commissione Europea, sia in termini di investimenti diretti (Vedi piano AI 2018-2020), sia in termini regolatori - che rappresentano una protezione per gli operatori locali e de facto generano nuovi standard internazionali – contribuisce ulteriormente alla crescita del settore in Europa” – commenta Stephane Klecha, fondatore di Klecha & Co.”. 

* Klecha & Co. è una banca d’investimenti privata internazionale, specializzata nel tech advisory, ovvero nell’attività di assistenza e consulenza in ambito finanziario per aziende dei comparti IT, software e IoT, che forniscono soluzioni per la digitalizzazione dei processi aziendali.

Fondata nel 2009 e presente sulle piazze di Milano, New York e Londra, Klecha & Co. ha all’attivo circa 50 operazioni tra fusioni e acquisizioni e capital raising e 10 deal attualmente in corso. Può contare su un network di relazioni dirette con i principali player italiani e internazionali del settore, che le permette di offrire ai suoi clienti un’assistenza fortemente qualificata in tutte le fasi della transazione.

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