Caffè cinese in coda
per quotarsi a Wall Street

Redazione Web
Caffè cinese in coda +per quotarsi a Wall Street

La catena cinese di caffetterie Luckin Coffee ha fatto richiesta per una ipo negli Stati Uniti. Continua la diretta competizione con Starbucks che vede proprio nella Cina il suo secondo mercato più grande per importanza con più di 3mila punti vendita. La società è stata fondata nell’ottobre del 2017, e in poco meno di due anni ha servito quasi 17 milioni di persone attraverso i suoi 525 bar nelle principali città cinesi. La sua crescita è stata sostenuta anche da due grossi round di finanziamento da circa 200 milioni di dollari ciascuno chiusi rispettivamente a luglio e dicembre. Tra i finanziatori ci sono Centurium Capital, un fondo di private equity fondato dall’ex capo cinese di Warburg Pincus, Gic, il fondo sovrano di Singapore, e BlackRock che è entrato nel gruppo con 150 milioni di dollari portando la valutazione di Luckin a 2,9 miliardi di dollari. Sebbene la competizione con Starbucks sia molto sentita, Luckin coffee non è una copia cinese della caffetteria americana: il modello di coffee-shop si ispira al rivale ma la società fin dall’inizio ha messo al centro della propria attività la tecnologia. Tutto ruota attorno allo smartphone nelle caffetterie: per esempio per ordinare il caffè si deve scaricare la app, e ancora, si paga solo mobile attraverso WeChat o il “portafoglio del caffè”. Inoltre sugli oltre 500 punti vendita, 231 sono cucine dedicate a soddisfare le consegne a domicilio. Ora la catena sta preparando la sua quotazione a Wall Street. Ha presentato domanda alla Securities and Exchange Commission (Sec) per sbarcare sul Nasdaq dove spera di raccogliere fino a 800 milioni di dollari. Bloomberg ha stimato che il possibile valore dell’ipo sia di 300 milioni. Il debutto in Borsa dovrebbe avvenire a maggio e nel documento trasmesso alla Sec la società dichiara di volere collocare sul mercato titoli per un controvalore di cento milioni di dollari. L’obiettivo finale è raggiungere una valutazione compresa tra i quattro e i cinque miliardi. Wall street è stata preferita ad Hong Kong per la collocazione delle azioni perché la borsa asiatica per una ipo richiede almeno tre anni di  attività.

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